Sicurezza
Abusi a Gelsarello, no del Tar al ricorso
PORTO AZZURRO. Gli abusi edilizi realizzati al centro recupero animali selvatici in località Gelsarello, a Porto Azzurro dovranno essere demoliti. Si tratta di una casa di legno su basamento in...
PORTO AZZURRO. Gli abusi edilizi realizzati al centro recupero animali selvatici in località Gelsarello, a Porto Azzurro dovranno essere demoliti. Si tratta di una casa di legno su basamento in cemento, due box in lamiera e di un box in legno. Lo ha confermato il Tar respingendo il ricorso che era stato presentato contro il Comune di Porto Azzurro. Tutto era iniziato con una segnalazione ricevuta il 28 febbraio 2013 da Legambiente Arcipelago Toscano nella quale si diceva che «Il Comune di Porto Azzurro ha autorizzato il posizionamento, per le finalità del Cras, di una casetta in legno. Il luogo è, in breve tempo, diventato un esempio di devastazione del paesaggio, una specie di campo nomadi, con una decina di baracche, piattaforme in cemento di consistenti dimensioni e la distruzione di circa 3000 mq di zona collinare boschiva a macchia. L'autorizzazione per la casetta prevede il posizionamento di una casetta amovibile in legno». A confondere ulteriormente la situazione sul recinto dello strano Cras era apparso un cartello con la scritta “Ad uso della Forestale e del Wwf”, ma il Wwf aveva immediatamente smentito il suo coinvolgimento e risulta abbia presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Livorno per cercare di chiarire l’intera vicenda. Legambiente chiedeva a tutte le istituzioni interessate di sapere «Se quanto è stato realizzato è conforme alle autorizzazioni edilizie e di altro tipo concesse ad ai fini per il quale è stato realizzato il Cras». A rispondere era stato il Comune di Porto Azzurro che dopo un sopralluogo accertò la presenza di abusi ed emise ordinanze di demolizione il 3 luglio 2013 e il 6 settembre 2013. Contro queste ordinanze di demolizione hanno fatto ricorso al Tar i titolari del Cras che ha ottenuto l’autorizzazione della Provincia di Livorno. Ma il Tar è stato chiaro: «Osservato ad un primo e sommario esame che il ricorso appare sprovvisto dei necessari profili di fondatezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
