Sicurezza
Navi ko, giustizia in alto mare
Avvocati e testimoni elbani restano a terra, si fa sentire il peso della soppressione del tribunale
PORTOFERRAIO. Traghetti fermi, udienza rinviata. Un binomio a cui, con la soppressione del tribunale di Portoferraio, i cittadini elbani dovranno necessariamente abituarsi.
Il vento proveniente dai quadranti settentrionali ha infatti trascinato in alto mare anche il sistema della giustizia dell’isola. Ieri mattina, infatti, diversi avvocati e testimoni elbani erano convocati a Livorno per alcune udienze penali, per fatti commessi sul territorio dell’isola. Udienze che, in altre parole, si sarebbero tenute a Portoferraio nel caso in cui la sezione distaccata fosse rimasta al suo posto. Tra gli avvocati convocati a Livorno c’era Francesco Magro. «Avrei dovuto prendere il traghetto di prima mattina per essere a Livorno – racconta l’avvocato – in tribunale era stata fissata un’udienza penale ordinaria. Ma le condizioni meteo mi hanno convinto a chiedere in extremis un rinvio per legittimo impedimento, che il giudice ha deciso di accogliere. Io e i miei colleghi siamo riusciti ad avvertire in tempo i nostri testimoni che dovevano essere presenti all’udienza».
Del resto difficilmente i testimoni avrebbero affrontato la traversata senza la certezza di poter rientrare sull’isola. Trasferta che, peraltro, gli stessi testimoni avrebbero dovuto sostenere a proprie spese. «Crediamo di aver avvisato in tempo tutti i testimoni – spiega l’avvocato Magro – la controparte, invece, si è recata in tribunale per un’udienza con non è stata celebrata ed è stata spostata di una settimana».
Il rinvio accordato in extremis ha risparmiato un viaggio da incubo sia ai legali impegnati in udienza che ai testimoni in arrivo dall’Elba. Ma non ha risparmiato, al contrario, la perdita di tempo e un rinvio per un processo che, senza la soppressione del governo, si sarebbe celebrata a Portoferraio. Non a caso la particolare conformazione e le esigenze specifiche dell’Elba sono al centro delle proteste degli avvocati e delle istituzioni elbane che hanno criticato fin da subito la scelta di rinunciare alla sede distaccata di Portoferraio. In giornate come quella di ieri la giustizia dell’isola viaggia, necessariamente, a una velocità completamente diversa rispetto al resto della Toscana. E i rinvii concessi in extremis non sono sempre una soluzione percorribile. Sempre ieri, infatti, una pattuglia di carabinieri ha dovuto accompagnare un imputato, anch’esso residente all’Elba, per una direttissima che si è celebrata a Livorno (fino a pochi mesi fa un processo simile si sarebbe tenuto nella sede di Portoferraio). Partite con uno dei primi traghetti in partenza da Portoferraio le forze dell’ordine sono arrivate a Livorno in tarda mattinata, ma sono state in grado di rientrare all’Elba solo col traghetto Oglasa partito dopo le 18 da Piombino (l’ultimo) per le condizioni meteo problematiche che hanno di fatto semi paralizzato il traffico marittimo. Per una giornata intera, insomma, i militari non hanno potuto assolvere alla funzione di controllo sul territorio elbano.
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