Il Tirreno

Lucchini, giorni di lotta e trattative Catena umana in occasione dello sciopero generale, poi un nuovo vertice al ministero

di Giorgio Pasquinucci
Lucchini, giorni di lotta e trattative Catena umana in occasione dello sciopero generale, poi un nuovo vertice al ministero

I sindacati sono impegnati a preparare la manifestazione del 13 novembre, in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil. Il concentramento è previsto alle ore 9 al cavalcavia

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Una catena umana, dal cavalcavia Caduti sul lavoro fino a piazza Verdi. I sindacati sono impegnati a preparare la manifestazione del 13 novembre, in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil. Il concentramento è previsto alle ore 9 al cavalcavia, al termine parleranno un rappresentante del collettivo studentesco e Vito Marchiani, segretario regionale Uilm. In questi giorni gli studenti del collettivo “Tre passi avanti” hanno stampato, nel gazebo di piazza Verdi centinaia di magliette con la scritta “Piombino non deve chiudere”. Il volantino preparato dalle Rsu Lucchini per sensibilizzare i passeggeri dei treni sulla vertenza dell'acciaieria piombinese ha intanto fatto il giro della Rete, condiviso centinaia di volte nei social network.

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La manifestazione precede giorni decisivi per il futuro dello stabilimento. Giovedì 14, anche se l'invito ufficiale non è stato ancora inoltrato, si dovrebbe svolgere un ennesimo vertice al ministero dello Sviluppo economico. Il ministro Zanonato, con un decreto, ha dato di fatto il via libera al commissario Nardi per la stesura del bando di gara per la cessione degli stabilimenti di Piombino e Lecco. Le procedure per l'apertura della gara dovrebbero concludersi entro fine mese.

Aperte tutte le ipotesi: dalla vendita integrale dello stabilimento, area a caldo compresa, alla ricerca di un compratore che preveda nel piano industriale la realizzazione di un forno elettrico e di un impianto innovativo per la produzione di ghisa. Le opzioni minime prevederanno il solo forno elettrico o la semplice acquisizione dei treni di laminazione. Un bando di gara, tuttavia, sul quale istituzioni e sindacati intendono dire la loro. Il presidente della Regione Rossi e il sindaco Anselmi sono infatti reduci dall'incontro a Bruxelles con lo staff del vice commissario Ue Tajani, durante il quale hanno esperito la possibilità di reperire fondi europei per la realizzazione di un impianto Corex. Questa opzione sia le istituzioni che i sindacati vorrebbero fosse resa evidente già nel bando di gara per facilitare la ricerca di un imprenditore siderurgico che inserisca nel suo programma industriale, oltre a soluzioni valide per l'oggi, prospettive di riconversione produttiva, in senso più concorrenziale e ambientalmente sostenibile, della fabbrica.

Il nodo da sciogliere è come affrontare un lungo periodo di transizione. Per realizzare un forno elettrico, anche se passasse l'idea del commissario Nardi di impiantarlo al posto di un convertitore nel capannone dell’acciaieria, sarebbe infatti necessario almeno un anno di tempo. Per il Corex occorrerebbero almeno 36 mesi. L'azienda si sta attrezzando, aumentando lo stoccaggio di semiprodotti, per mantenere in attività gli impianti di laminazione per almeno sei mesi, ma già considera l'ipotesi di andare oltre questo termine acquistando blumi e bullette all'estero. In questo modo l'impatto dell'eventuale cassa integrazione - si lascia trapelare - potrebbe essere ridotto a 600-700 unità. Il sindacato resta tuttavia fermo nella richiesta di mantenere in vita l'altoforno fino al 2015.

L'impianto soffre della mancata fermata per manutenzione che tradizionalmente veniva fatta ogni anno. Basterebbe a loro giudizio una fermata di pochi giorni per insufflare materiale refrattario nell'impianto e consentirne il prolungamento della vita. Ok dunque all'ipotesi di riconversione dello stabilimento con un forno elettrico e Corex, ma a condizione che l'altoforno non sia fermato al buio, senza avere certezza degli investimenti alternativi che consentano di mantenere produzione e occupazione. E questo sarà il vero punto di discussione nell'imminente vertice al ministero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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