Il dolore
Il Parco prova a salvare le dune
L’ente ha tempo fino al 29 novembre per scongiurare l’asta
LACONA. Una corsa contro il tempo. È quella che il Parco dell’Arcipelago toscano sta cercando di portare a termine per mettere finalmente le mani sulle dune di Lacona. E per impedire che, il prossimo 29 novembre, le dune possano andare beffardamente all’asta nonostante gli sforzi compiuti in questi mesi, l’accordo già sottoscritto tra l’ente, il Comune di Capoliveri e la proprietà e i soldi già stanziati per l’operazione dal Ministero dell’Ambiente.
Stanno infatti per esaurire i quattro mesi di proroga ottenuti dal Tribunale di Livorno per l’asta giudiziaria riguardante i terreni e le strutture di proprietà della società Montinvest (bar, bazar, ristorante, edicola e discoteca costruite attorno alla zona delle dune). In seguito a un fallimento i beni erano finiti all’asta lo scorso 29 luglio con un prezzo a base d’asta di un milione e 155mila euro. Una somma inferiore al 1,6 milioni di euro che il Parco ha promesso alla proprietà, in base all’accordo già sottoscritto. Questi quattro mesi, tuttavia, sono volati via velocemente, e il 29 novembre i terreni e le strutture andranno nuovamente all’asta. Restano pochi giorni, insomma, per definire un quadro che, all’arrivo dei finanziamenti del ministero, sembrava essersi delineato con un lieto fine. Ma a rendere complicata la soluzione è la struttura attuale, intricata, della proprietà che, dopo il fallimento, fa riferimento a un gruppo di oltre dieci creditori, principalmente istituti bancari. «Stiamo lavorando al colpaccio che consisterebbe nell’acquisto sia della parte sottoposta ad asta che quella esterna, dove insistono le dune – spiega il presidente del Parco Giampiero Sammuri – in questi giorni i legali di Montinvest stanno allacciando contatti, uno ad uno, con gli istituti creditori – spiega il presidente del Parco, queste trattative saranno determinanti. Mancano pochi giorni, ma resto moderatamente ottimista». Impedire una nuova privatizzazione dell’area delle dune, per cui l’associazione Amici delle Dune propose la via dell’azionariato popolare, è una priorità del Parco. Ora restano pochi giorni per completare l’acquisto.
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