Attenzione
Sanità: all’ospedale tra tagli e disservizi
L’odissea di una ragazza per le analisi del sangue e di un paziente che si è visto rinviare per la terza volta un intervento
PIOMBINO. Risparmiare. Ottimizzare. Tagliare. O razionalizzare, che fa più figo. I verbi preferiti dall’Asl6 hanno spesso degli effetti collaterali che producono un paio di sostantivi altrettanto frequenti: disservizi e disagi. Come quelli capitati ad alcuni lettori. Una ragazza costretta a fare due volte la fila (e che fila) all’ospedale per un prelievo di sangue; e un paziente che si è visto rinviare tre volte (l’ultima senza preavviso) un intervento di asportazione di un neo.
Silvia è una studentessa che durante la settimana è a Firenze. Il suo medico curante è a Piombino. Ha scoperto di essere ipotiroidea, deve farsi controlli periodici. Due settimane fa, un sabato, l'unico suo giorno infrasettimanale libero, Silvia si reca come sempre al Perticale per il prelievo del sangue. Alle 7. Le dicono che ora ci vuole l'appuntamento e soprattutto che il sabato lì non fanno più i prelievi. «Non c'è alcuna comunicazione affissa sulle pareti del Perticale - dice Silvia - e mi dicono di andare a Villamarina. Con me c’è anche una signora anziana nelle mie stesse condizioni. Così prendo la signora, saliamo in macchina e andiamo a Villamarina. E ci troviamo nella bolgia! Ci saranno duecento persone in fila, con pochi posti a sedere e due soli sportelli disponibili dove fare l'accettazione, ritirare le analisi del precedente prelievo, portare le provette di urina e feci. Ma non basta. Per la tiroide io devo fare le analisi su 5 valori. Mi viene spiegato che, su direttive di Livorno, possono analizzarmi solo due valori. Ma non pago il ticket? E poi, se questi due esami sono fuori dal range, come poi è successo nel mio caso, allora mi devo rifare tutta la trafila, rifarmele prescrivere e solo in un secondo momento tornare per gli altri 3 valori. Insomma, in due settimane devo farmi due buchi con tutti i rischi connessi».
Silvia poi chiede il perché di tutta quella fila: «Mi rispondono che in tutta la Val di Cornia, il sabato, Villamarina è l'unico centro prelievi aperto. Eppure è risaputo che una bella fetta di lavoratori, studenti, ma anche anziani, hanno la necessità di farsi le analisi proprio il sabato. Le infermiere, arrabbiate come me, mi invitano a rivolgere le mie rimostranze al primario. Così salgo al quinto piano per parlarci. Ma ovviamente è sabato e il dottore non c'è».
Morale: il secondo prelievo Silvia lo ha fatto ieri a Firenze in una clinica privata. Almeno ha risparmiato la fila.
C'è poi l'odissea di Alessandro Leporatti. Che doveva togliersi un neo; ma che ieri mattina, per la terza volta, si è visto rinviare tutto. E stavolta senza neanche essere avvisato. «Che la Sanità non funzionasse qualche dubbio lo avevo ma personalmente non lo avevo ancora provato - scrive Leporatti su facebook - quello che è grave è che non funziona solo per i problemi importanti ma anche per le bischerate. Non so se denunciare alla magistratura l'Asl per non aver erogato un servizio pubblico o se andare da un avvocato e fare causa per danni».
Leporatti spiega che il primo appuntamento gli era stato dato per il 17 ottobre: «La sera prima mi telefonano dicendo che si sono sbagliati e mi fissano un nuovo appuntamento per sabato 2 novembre. Disdico tutti gli impegni per il ponte di Ognissanti e mi preparo. Niente. Il giorno prima, l'1, mi telefonano dicendomi di essere sbagliati ancora. E mi rimandano al 9 novembre. Stamani (ieri, ndr) mi presento alle 9, un'ora prima dell'orario prestabilito. Pago il ticket, 39 euro, e aspetto davanti all'ambulatorio. Niente. Alle 11 vado in reparto e chiedo spiegazioni. Mi viene risposto che è sabato e il chirurgo non c'è. Mi toglierò questo neo in clinica privata, pagherò 380 euro, poi però chiederò il conto» .
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