Finanza
San Vincenzo dice stop alle seconde case
Il Comune chiarisce la filosofia e la portata del piano strutturale da adottare: la parola d’ordine è riqualificare
SAN VINCENZO. Non ci saranno colate di cemento nel futuro di San Vincenzo, ma anzi la scelta fatta è indirizzata verso il recupero e la riqualificazione insediativa. Lo afferma l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini intervenendo sui contenuti del piano strutturale e cercando di fare chiarezza sulle idee e sulle dimensioni numeriche del piano che andrà all’esame del consiglio e quindi all’adozione a breve termine.
Campo da golf. Bandini parte da una previsione di piano che ha destato indubbiamente curiosità: il campo da golf da 9 buche previsto in Val di Gori. «Il piano strutturale – dice Bandini – tra gli indirizzi per i territori rurali, prevede di poter integrare i redditi delle attività agricole già insediate con la possibilità di realizzare piccoli impianti per lo sport nelle pertinenze poderali. Oltre a ciò, nel sistema della collina agraria, il piano prevede che il regolamento urbanistico possa disciplinare la realizzazione anche di un impianto per la pratica del golf, quale struttura a servizio e ad integrazione dei redditi agricoli di attività già insediate nel territorio». Vari, secondo Bandini, i criteri che nella fase successiva della pianificazione dovranno essere elaborati per attuare la previsione: l’impianto non dovrà superare le 9 buche, deve essere integrato alla conduzione agricola e compatibile sotto il profilo paesaggistico, non deve avere volumetrie accessorie, devono essere dimostrate, per la sua realizzazione, le tecniche di reperimento e l’autosufficienza della risorsa idrica.
I numeri del piano. L’assessore premette che il dimensionamento del piano è pensato per un arco temporale di 15-20 anni e dovrà essere attuato con almeno tre distinti regolamenti urbanistici. «Il primo regolamento urbanistico, per disposizione dello stesso piano strutturale – dice Bandini – non potrà impegnare oltre il 50% del dimensionamento per ogni singola funzione d’uso. Programmare il governo del territorio per un arco temporale così impegnativo significa anche prevedere capacità insediative in grado di soddisfare scenari futuri. Il piano fa una scelta chiara: indirizzare gli interventi e le trasformazioni edilizie verso il recupero. Dei 39.500 mq del dimensionamento complessivo per la destinazione residenziale – dice l’assessore – 28.000 sono riferiti a interventi di ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Il 71% della quantità complessiva residenziale che i vari regolamenti urbanistici dovranno disciplinare sono riferiti al recupero edilizio, a volumetrie e a spazi già edificati e urbanizzati. Degli 11.500 mq di superficie utile lorda di nuove costruzioni residenziali, 4.000 mq (3.330 a San Vincenzo e 700 a San Carlo) sono riferiti agli interventi per l’edilizia residenziale pubblica e sociale. Il 35% dei nuovi volumi sono perciò riservati a quelli che una volta venivano definiti i Peep. Per le nuove costruzioni d’iniziativa privata – prosegue – è previsto per i prossimi 15-20 anni, un dimensionamento massimo complessivo di 7.500 mq, dei quali 6.500 a San Vincenzo e 1.000 a San Carlo. Si sta parlando di una dimensione media di circa 300-400 mq l’anno».
Confronto fra piani. Per Bandini, a fronte dei 45.000 mq di superfici residenziali attuate con le previsioni del piano del ’98, va considerato solo il dimensionamento delle nuove costruzioni, sia quelle private che quelle per l’edilizia residenziale pubblica, che assommano ora a 11.500 mq. «Il vero confronto – dice l’assessore – ci dice che il piano che stiamo per adottare contiene previsioni per nuove residenze pari al 25% delle superfici attuate con il piano del ‘98. E’ l’ulteriore conferma che la scelta è indirizzata verso il recupero e la riqualificazione insediativa. Nel percorso di elaborazione del piano, ci sono stati confronti diretti con gli enti competenti per materia o funzione, soprattutto con la Regione, e tutti hanno apprezzato la coerenza con gli strumenti urbanistici sovraordinati e il lavoro fatto».
L’economia. Per Bandini è innegabile che l’edilizia residenziale abbia rappresentato per San Vincenzo una fonte importante di economia e produzione, ma che la scelta di orientare il nuovo strumento verso il recupero sarebbe ben ponderata anche per promuovere una nuova stagione di sviluppo locale. «Il piano – dice Bandini – fornisce una serie di indirizzi e prescrizioni per la riqualificazione ambientale ed energetica degli edifici, per la manutenzione idraulica ed idrogeologica dei suoli, per la promozione economica delle risorse e dei valori del territorio. Immagina forme di crescita economica sostenibili che impegneranno le realtà produttive locali in un graduale ma importante processo di conversione economica delle loro attività. Il Piano – conclude – è stato elaborato con l’intento di governare il territorio e l’economia in una fase cruciale per il nostro futuro».
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