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OK LA FABBRICA MA SENZA INQUINARE
Povera Piombino, poveri noi costretti a subire l’inquinamento per poter mangiare. Quando i nostri nonni e genitori lavoravano in fabbrica non erano a conoscenza dei rischi che correvano, così come le...
Povera Piombino, poveri noi costretti a subire l’inquinamento per poter mangiare.
Quando i nostri nonni e genitori lavoravano in fabbrica non erano a conoscenza dei rischi che correvano, così come le loro che le famiglie che vivevano al di là del muro della fabbrica. Erano tempi che si lavorava non per il cellulare, la televisione, il frigorifero, ma solo per darci da mangiare e vestirci. Si conoscevano le sostanze dannose alla salute e no? Anche il fumo delle sigarette era considerato innocuo. Così abbiamo subito l’amianto, l’acciaio, il piombo, i solventi, le vernici al piombo, le polveri sottili gli acidi, inquinando ettari di territorio che sarà impossibile ripristinare; inquinando falde acquifere e anche il mare.
Allora è da pazzi o in malafede se si chiede nel nostro territorio di sviluppare anche il turismo migliorando le strutture esistenti, e farne di nuove anche in aree dismesse, fosse anche la centrale Enel.
Puntualizzo che non chiediamo l’abbattimento della nostra industria dove tanti piombinesi hanno sacrificato anche la vita e ne sono stati fieri e orgogliosi, compreso noi, ma chiediamo un’industria attenta costruita per il bene e la salute delle persone.
Alberto Mariani
(albergatore di Piombino)
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