Il Tirreno

Via libera al bando per la vendita della Lucchini

di Giorgio Pasquinucci
Via libera al bando per la vendita della Lucchini

Ok del ministero al piano del commissario Nardi. Sindacati e Anselmi spingono per inserire anche il Corex

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Via libera del ministero dello Sviluppo economico al programma del commissario della Lucchini Piero Nardi e, di conseguenza, strada spianata alla gara per la cessione degli stabilimenti di Piombino e Lecco.

Il bando, come già accaduto nel giugno scorso nell'invito pubblico a presentare manifestazione d'interesse, terrà conto di varie opzioni. La prima indirizzata alla ricerca di un compratore per lo stabilimento così come è, quindi con l'area a caldo compresa: ipotesi andata a vuoto nel tentativo di giugno. La seconda che cercherà di vincolare il compratore alla realizzazione di un forno elettrico e di un impianto innovativo per la produzione di ghisa. La terza che prevede l'ipotesi di acquisto dei treni di laminazione e la realizzazione di un forno elettrico e infine, ultima spiaggia, la cessione dei soli impianti di laminazione. Si va avanti per il momento, dunque, con il programma che Nardi ha presentato al Mise nell'agosto scorso, con l'aggiunta di qualche passo in più sulla possibilità di realizzare un Corex (l'ipotesi e di un impianto da 500mila tonnellate) da far funzionare in sinergia con un forno elettrico.

Il passo avanti è rappresentato dall'incontro che il presidente della Regione Rossi ed il sindaco Anselmi hanno avuto giovedì con lo staff del vice commissario europeo Antonio Tajani, che ha confermato la possibilità di reperire finanziamenti a fondo perduto e prestiti agevolati della Banca europea per costruire a Piombino il primo impianto Corex d'Europa. Nella stessa direzione - sebbene questo esuli dalle competenze del commissario - starebbe lavorando l'azienda. Dall'incontro di Bruxelles è emersa anche l'ipotesi di costituire una New pubblico-privata per costruire l'impianto che, nel giro di tre anni, potrebbe sostituire l'altoforno mantenendo la produzione di ghisa e l'area a caldo. Questo istituzioni e sindacati vorrebbero però che fosse scritto nel bando di gara, in modo che l'eventuale acquirente possa presentare un’offerta consapevole della disponibilità di fondi europei per realizzare un impianto innovativo da affiancare ad un forno elettrico.

E sarà proprio questo il principale elemento in discussione nell'incontro fissato al ministero per giovedì prossimo, 14 novembre.

Il fronte sindacale intanto continua a sostenere la necessità di prolungare la vita dell'altoforno in attesa che si concretizzino nuovi progetti industriali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa