Il Tirreno

Ecomostro, no ai rifiuti nell’area del cantiere

di Luca Centini
Ecomostro, no ai rifiuti nell’area del cantiere

Un atto della Provincia impone all’impresa Giusti di smaltire altrove gli inerti Ma per il Comune il problema tecnico non causerà ritardi per la demolizione

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PROCCHIO. L’impresa Giusti di Pistoia, che in questi giorni sta portando avanti i lavori per la demolizione dell’ecomostro di Procchio, non potrà stoccare gli inerti nell’area del cantiere. Lo ha stabilito la Provincia, con un atto dirigenziale firmato dal responsabile Andrea Rafanelli, ritenendo l’area per la messa in riserva dei rifiuti a forte pericolosità idraulica. Resta da capire se la mancata autorizzazione della Provincia comporterà ritardi per l’opera di demolizione.

Il caso. I lavori per la demolizione del centro servizi vanno avanti, ma l’atto dirigenziale della Provincia rischia di essere un ostacolo. L’impresa Giusti, infatti, contava di poter stoccare gli inerti ottenuti con la demolizione sul posto. Inerti che, secondo l’intenzione dell’azienda condivisa anche dall’amministrazione, sarebbero stati macinati in loco con un frantoio. Il materiale ottenuto sarebbe servito come riempimento per elevare il piano del piano di campagna limitrofo alla strada provinciale. Ma la Provincia non ha ritenuto autorizzabile questo tipo di attività, considerata l’area per la messa in riserva dei rifiuti a elevato rischio idrogelogico. A nulla sono servite le osservazioni dell’impresa Giusti che ha fatto notare alla Provincia come i lavori in corso a Procchio servano proprio per mettere in sicurezza l’area dal punto di vista idrogeologico.

«Le osservazioni non sono ritenute accettabili – si legge nell’atto dirigenziale della Provincia con cui si cancella l’impresa Giusti dal registro provinciale delle imprese che effettuano recupero dei rifiuti – in quanto il compito della Provincia è di verificare i requisiti soggettivi e tecnici dell’attività e dell’impianto rispetto alle norme vigenti». Gli inerti, insomma, dovranno essere portati via dall’area di cantiere e, quindi, non potranno essere lavorati in loco. Il timore è che l’inghippo possa comportare ritardi per la demolizione, che il Comune conta di veder completata entro il 2014. «In queste tre settimane i lavori sono andati avanti molto velocemente – spiega il vicesindaco di Marciana Daniel Giacomelli – l’atto sulla messa in riserva dei rifiuti riguarda esclusivamente l’impresa e la Provincia. Quel che a noi importa è solo che i lavori vadano avanti e l’area sia predisposta al più presto per l’intervento di messa in sicurezza idraulica. Confido e credo che la mancata autorizzazione non comporti ritardi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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