Il Tirreno

Opere anti-alluvione mai realizzate

di Stefano Taglione
Opere anti-alluvione mai realizzate

Promessi da dieci anni i lavori a fossi tombati e strade per mettere in sicurezza l’abitato, ma la crisi blocca tutto

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MARINA DI CAMPO. Prima un progetto le cui dimensioni erano inferiori a quanto necessario, poi le lettere di esproprio, inviate dal Comune, viziate da errori. Infine, proprio quando tutti gli ostacoli sembravano ormai superati, a causa del Patto di stabilità arriva il blocco dei fondi provinciali. A due anni e un giorno dall'anniversario dell'alluvione del 7 novembre 2011, la burocrazia si macchia di un'altra inefficienza, che risale addirittura alla “bomba d'acqua” del 4 settembre 2002.

Undici anni di tempo - dieci dal progetto - e niente si è mosso. Gli interventi dichiarati di somma urgenza per mettere in sicurezza l'abitato e l'aeroporto della Pila - dove è prevista la costruzione di una super rotatoria al posto di un incrocio stradale molto pericoloso - non sono ancora iniziati. E all'orizzonte non si intravede nulla di positivo, tanto che a Marina di Campo e La Pila molte persone hanno ormai perso le speranze. I lavori sono stati programmati nel 2003, ma il fosso della Galea è ancora tombato dall'attraversamento della Provinciale, anziché libero di scorrere sotto i ponti disegnati sul progetto cartaceo. Alcuni interventi di protezione idraulica, per la verità, sono stati fatti parzialmente, solo verso la foce del torrente. Per quanto riguarda la rotonda, da dieci anni a questa parte, ci sono state diverse modifiche, non ultima quella successiva all'ultima alluvione per ampliare la rotonda. Gli espropri, dopo mille peripezie, da tempo sono arrivati a compimento e la gara pubblica - a cui da tutta Italia hanno partecipato 150 aziende - è stata aggiudicata ad un'associazione temporanea di impresa di Bracciano, nel Lazio. Sul piatto quasi un milione di euro, importo che ora - a detta della Provincia - non è sparito, ma è bloccato a causa della spending review del governo Monti. «A primavera ho avuto un incontro in Regione dove ho spiegato che questo, per noi, è un intervento urgente - spiega l'assessore provinciale ai lavori pubblici, Catalina Schezzini - ma a Firenze, come da noi, sono bloccati dal Patto di stabilità. Ora non possiamo far nulla, ma non certo per carenza di volontà». «I finanziamenti sono fermi - conferma il dirigente Nicola Gherarducci - e per ora tutto resta in stand by».

Quasi due anni fa era stata annunciata l'apertura dei cantieri, ma di fatto la prima pietra non è stata ancora posata. E un po' la crisi economica, un po' il destino incerto a cui sono appese le Province, non fanno certo ben sperare. E ora anche il progettista e futuro direttore dei lavori, l'ingegner Paolo Barsotti, lancia l'allarme. «Comprendo il vincolo del Patto di stabilità su cui pare non si possa derogare - spiega il tecnico dello Studio Ingeo di Lucca, l'azienda a cui la Provincia di Livorno nel 2003 si è rivolta per la progettazione dell'infrastruttura - ma più passa il tempo, più saranno le difficoltà che incontrerò nel dirigere i lavori. L'appalto sarà molto difficile da gestire, visto che i prezzi di riferimento sono quelli di dieci anni fa». Situazione confermata anche da Schezzini. «Bisognerà trovare qualche risorsa in più - afferma l’assessore elbano - ma non molto». La cifra ruota attorno a 100mila euro, ma trovarli sarà un problema successivo, se e mai i lavori partiranno. Perché finché l'area non verrà messa a norma - secondo i parametri dell'Autorità di bacino Toscana Costa - l'abitato della Pila rimarrà a «pericolosità idraulica molto elevata». E una nuova bomba d’acqua, oggi, sarebbe senz’altro facilitata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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