Il Tirreno

Corex, un passo avanti a Bruxelles

Cristiano Lozito
Corex, un passo avanti a Bruxelles

Il progetto definito «coerente con l’action plan europeo per la siderurgia». Incentivi possibili, ma serve un soggetto industriale

2 MINUTI DI LETTURA





Un passo avanti nella difficile costruzione del progetto per la “nuova” Lucchini e per il porto. Così è possibile sintetizzare la giornata a Bruxelles del governatore Enrico Rossi, del sindaco Gianni Anselmi, e del commissario dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri.

«Sono soddisfatto – spiega il sindaco – perché siamo pienamente inseriti in un percorso complicato ma ben strutturato. A Bruxelles abbiamo incontrato Fabrizia Benini, dello staff del vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani, a cui abbiamo illustrato il progetto complessivo per la riconversione dell’area siderurgica con le sinergie legate al porto e al polo di rottamazione. E’ stata certificata la coerenza di questo progetto con l’action plan europeo sulla siderurgia. Tutto ciò rende più solida anche la nostra battaglia per l’altoforno, perfettamente inserita in questo processo».

La questione dell’impianto Corex, che nei piani dovrà sostituire l’altoforno (costo ipotizzato 170-200 milioni) coniugando un basso impatto ambientale con la capacità di recuperare gas per produrre energia, è stata affrontata «anche dal punto di vista – dice Anselmi – degli assi finanziari a sostegno del progetto. Sono state esplorate varie possibilità di finanziamenti, dai fondi comunitari a quelli della banca europea degli investimenti. Ora va individuato il soggetto che avanzerà la richiesta di investimento».

La questione del “soggetto”, ovviamente è quella centrale, e di questo si parlerà a Roma il 14 nell’incontro al ministero dello Sviluppo economico. «Il punto – spiega a questo proposito Enrico Rossi – è costruire uno strumento da mettere in corsa per confezionare un pacchetto di incentivi».

Dopo quest’incontro la delegazione toscana è passata alla direzione generale Ambiente dove si è parlato del polo di rottamazione, peraltro un tassello del progetto di riconversione ecologica dell’area industriale. «La competitività del polo siderurgico di Piombino - spiega Rossi - sta nel suo porto, sul quale stiamo già intervenendo per fare un escavo di venti metri che possa accogliere navi di grossa stazza. Il nostro obiettivo infatti, al di là dello smantellamento della Costa Concordia, che vorremmo poter condurre, è diventare uno dei poli europei della rottamazione delle navi, col rottame a filiera corta. Sul capitolo del porto c’è già un accordo di programma e finanziamenti. E a Bruxelles la direzione generale Ambiente si è dimostrata molto interessata e disponibile anche a fare un sopralluogo tecnico».

Così Piombino di fatto ieri si è candidata per diventare uno dei poli europei per la rottamazione, inseriti nella lista che l’Unione europea presenterà nel 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web