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«Una lettera morta i rimborsi per casa mia»

«Una lettera morta i rimborsi per casa mia»

Piero Pertici ha dovuto rifare completamente la sua abitazione, ma dallo Stato non è arrivato un euro

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CAMPO NELL’ELBA. «Una lettera morta». Piero Pertici usa queste parole quando gli si chiede dei risarcimenti dei danni subiti nella sua abitazione privata. La mattina del 7 novembre del 2011 la casa di Pertici, nel centro di Marina di Campo, è stata invasa e sfigurata dal fiume di fango e detriti che si è fatto spazio, scendendo dalla parte alta del paese fino a via Marconi e alla zona del porto.

Pertici è forse la persona più adatta per spiegare quanto è accaduto in questi due anni, l’attesa lunghissima dei rimborsi arrivati. E di quelli che ancora si attendono. L’alluvione del 2011 gli ha distrutto la casa - per un danno stimato di 70-80 mila euro - ha sepolto il materiale in vendita nella sua parafarmacia (per un valore stimato di 10mila euro) e, infine, ha distrutto sia la sua macchina aziendale che quella personale.

«Dopo 24 mesi non so assolutamente nulla riguardo al risarcimento per i danni della mia casa – racconta – non abbiamo informazioni né sull’entità di un eventuale contributo da parte dello Stato, tanto meno sui tempi. Sinceramente non spero più in un rimborso. Un’ulteriore lettera vuota è legata ai rimborsi ai proprietari delle abitazioni che il Comune di Campo ha deciso di risarcire con un suo contributo più i soldi raccolti dalla Banca dell’Elba (150 mila euro più 120mila euro ndr). Il Comune ha presentato un bando che poi è stato rilanciato questa estate, garantendo un allungamento dei tempi per chi non aveva ancora fatto domanda. Ma sono passati mesi e non abbiamo più avuto notizia. È normale che la gente si sia scoraggiata».

Discorso diverso, invece, per le automobili danneggiate e per le imprese: i veicoli sono già stati rimborsati, per le imprese si attende lo sblocco delle procedure nei prossimi mesi. «Sono rimasto soddisfatto del rimborso ottenuto per la mia automobile, una vecchia Panda, che mi è stata liquidata per 1.150 euro – racconta – se la burocrazia ha creato dei problemi? Certo, a partire dalla mancata accettazione delle autocertificazioni. I meccanismi per avere i contributi sono complicati. Devo riconoscere che il personale dello sportello di Sviluppo Toscana è stato d’aiuto, il personale è gentile e competente. Ma non sempre questo basta per superare delle difficoltà oggettive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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