Attenzione
Il Pd nomina la direzione ridotta a 50 elementi
Ma il documento della commissione politica già pronto e proposto per la firma non viene accettato dalle minoranze che chiedono una discussione approfondita
PIOMBINO. L’assemblea territoriale del Pd si è insediata, proclamando Valerio Fabiani segretario di Federazione del Pd e nominando i nuovi componenti della direzione (ridotta a 50 dirigenti), formata in termini percentuali secondo i risultati ottenuti al congresso dalle singole componenti.
Ma se questi passaggi erano scontati, è invece naufragato il primo tentativo di ricomposizione post congressuale, col nulla di fatto della commissione politica presieduta da Matteo Tortolini, e formata dai segretari e dai rappresentanti delle componenti.
L’obiettivo era approvare un documento «che stabilisse le linee politiche generali e condivise da tutti – dice una nota dell’ufficio stampa del Pd – che potesse funzionare da base per il lavoro politico dei prossimi anni. Complici il poco tempo a disposizione e l’assenza di alcune componenti ritenute fondamentali, la commissione non è riuscita a redigere e approvare questo documento».
Se questa è la versione ufficiale, la realtà è che le componenti di minoranza non hanno digerito la presentazione all’ultimo momento di un documento su temi molto importanti (come ad esempio quella dei nuovi assetti legati alla sovracomunalità), proposto per la firma senza alcuna discussione. Così, invece di ritrovare l’unità si rischiava subito una clamorosa rottura, tanto che è stato deciso di interrompere la riunione e di riconvocare l’assemblea territoriale tra 15 giorni, «periodo durante il quale – torna a spiegare la nota del Pd – la commissione ha il compito di ritrovarsi quanto necessario per giungere alla stesura di un documento unitario».
L’assemblea territoriale ha eletto all’unanimità come suo presidente, su proposta del segretario Fabiani, Elisabetta Lazzeri, insegnante in pensione e primo vicesindaco donna di Campiglia. Nella sua relazione Fabiani ha ripercorso i punti fondamentali della sua proposta programmatica, con particolare accento sulla questione siderurgica. Tre i punti salienti: nuovo modello di sviluppo, riorganizzazione dei servizi alla persona, nuovo assetto istituzionale e riforma del partito «cercando di interpretare quella voglia di partecipare e contare di più emersa dal confronto con gli iscritti. Il congresso è finito e ora non si lavora più per un candidato o per un gruppo, ma tutti insieme dobbiamo lavorare per il Pd».
Il “parlamentino” del Pd ha quindi eletto la direzione: Claudio Cerrini, Catalina Schezzini, Lorenzo Lambardi, Rossana Soffritti, Ettore Rosalba, Rosetta Fedi, Ringo Anselmi, Federica Nocenti, Giampaolo Pioli, Alessandra Persiani, Antonio Dorino, Luciano Guerrieri, Viola Boldrini, Tino Marchionni, Margherita Di Giorgi, Michele Biagi, Patrizia Nobili, Enrico Pecchia, Rosaria Lombardo, Dino Franceschini, Veronica Mazzoni, Matteo Brogioni, Bruna Geri, Daniele Mercati, Agnese Bimbi, Enrico Cerrini, Alessandro Barbieri, Silvia Battaglini, Marco Macchioni, Antonella Fulceri, Alberto Anselmi, Giovanna Guidi, Riccardo Gori, Sabrina Contestabile, Stefano Fusi, Valentina Brancaleone, Marco Bonanni, Martina Pietrelli, Viola Ferroni, Delia Del Carlo, Sara Tognoni, Alberta Ticciati, Cosetta Pellegrini, Massimiliano Roventini, Pierpaolo Pasquini, Dario Ballini, Paolo Andreoli, Roberto Peria, Roberto Scaffai, Riccardo Verdura. A questi si aggiungono i membri di diritto: il segretario Valerio Fabiani, il tesoriere Maida Mataloni, l’esecutivo che dovrà essere nominato, Elisabetta Lazzeri presidente dell’assemblea, Sara Pratesi segretario Giovani democratici, la portavoce delle Donne democratiche che dovrà essere nominata, il sindaco Gianni Anselmi, il capogruppo Claudio Capuano, i deputati Silvia Velo e Andrea Manciulli e il consigliere regionale Matteo Tortolini.
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