Gioco
Registri scolastici, la rivoluzione resta sulla carta
PORTOFERRAIO. Pagelle e registri online? C’è ancora da aspettare all’Istituto comprensivo di Viale Elba. Il 2013 doveva rappresentare l’anno della “rivoluzione digitale”, e invece la formula appare...
PORTOFERRAIO. Pagelle e registri online? C’è ancora da aspettare all’Istituto comprensivo di Viale Elba.
Il 2013 doveva rappresentare l’anno della “rivoluzione digitale”, e invece la formula appare stonata. In mancanza dei pc per classe, dei tablet per ogni docente, si va avanti con le fotocopie di registri in uso fino al 2012. Si dovevano dematerializzare le procedure amministrative e scolastiche e invece siamo in pieno periodo d’emergenza a quasi due mesi dall’apertura dell’anno scolastico. È vero che è stata concesso la proroga di un anno al provvedimento governativo che obbligava ogni scuola ad adottare, con il settembre 2013 il “piano per la dematerializzazione delle procedure in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie”, ma è altrettanto vero che ancora non sono stati dotati gli insegnanti degli strumenti idonei per la programmazione scolastica e per l’assegnazione delle singole valutazioni relative agli studenti.
Si pensava che dovesse sparire il registro di classe, dove comunemente vengono segnate le classiche operazioni di firma del professore, l’appello, gli eventuali assenti o ritardatari, l’ammissione dei giustificati. Inoltre sono presenti le sezioni per gli argomenti regolarmente svolti, le note e i rapporti dei docenti, infine i provvedimenti adottati caso per caso dal dirigente scolastico. Effettivamente, con quanto previsto dalla normativa, si sarebbero snelliti i tempi burocratici, se la riforma fosse andata in porto. Ma così, anziché prevedere un vantaggio, si fa un danno all’istituzione scolastica. E ora i docenti si trovano loro malgrado a trascrivere gli argomenti svolti nonché le valutazioni dello studente su blocchi di appunti in attesa di disporre del cartaceo, dove la deontologia professionale prescrive siano trascritti ordinatamente per giorno e per materia. Una rivoluzione che ha tutta l’aria di essere rimasta sulla carta.
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