Il Tirreno

I volontari di “io Mare” ripuliscono Terranera

I volontari di “io Mare” ripuliscono Terranera

I componenti della nuova associazione ambientalista in azione a Porto Azzurro Il gruppo collabora con alcuni diving center del posto e Legambiente

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. Una due giorni a ripulire la costa elbana. È un intervento a 360 gradi quello di “io Mare”, la nuova associazione nata a Porto Azzurro, che ha ripulito la costa di Terranera dove c’è l’unico laghetto costiero di acqua dolce dell’Elba.

L’intervento è stato compiuto su una delle due spiagge di Terranera, quella divisa in due da una scogliera. «Un posto meraviglioso pieno di storia e un vecchio sito di una miniera – ha detto David Moneypenny, uno dei fondatori di io Mare - siamo qui su segnalazione del portavoce di Legambiente Umberto Mazzantini. C'è tantissima roba portata dal mare. Poi tutte le bottiglie ovviamente senza alcun messaggio, quelle di plastica le troviamo sulle spiagge e quelle di vetro sicuramente le troveremo quando entreremo in mare per controllare I fondali. IoMare vuole eliminare questi rifiuti, ma vuole anche chiedere alla gente di togliere quello che trovano quando camminano sulle spiagge e le scogliere».

La nuova associazione elbana collabora con alcuni diving center di Porto Azzurro e con Legambiente e il 27 ottobre aveva già deciso di pulire le scogliere lungo il bellissimo percorso che parte da Porto Azzurro e collega il carcere, la Fortezza spagnola, con la spiaggia di Barbarossa. Moneypenny spiega come è nata la cosa: «Questa estate stavo facendo apnea lungo la costa, quando mi sono imbattuto in un grande pezzo di plastica con sopra la figura di Spiderman. Sicuramente era già da tanto che era in acqua visto che era molto ingiallito. Sentivo la gente seduta sulla scogliera che si lamentava dei tanti oggetti di plastica che galleggiavano in superficie. Ho preso il pezzo di plastica e mi sono fermato, dopo aver levato le pinne e la maschera, uscito dall'acqua, sono andato a buttarlo in un bidone della spazzatura che si trovava li vicino. Poi mi sono rivestito e tornato nell'acqua per continuare il mio viaggio. Tutti dicevano... che bravo! Ma vedi, io penso che non è importante il fatto del bravo o no. Noi di ioMare vorremmo che tutti quelli che vedono dei rifiuti in mare o vicino, li togliessero».

La seconda parte della pulizia di Terranera, quella della striscia di sabbia che divide il laghetto dalle acque verdi smeraldo dal mare, è stata portata a termine domenica. «Appena arrivato sapevo che sarebbe stata un lungo lavoro – spiega Moneypenny - C'era di tutto, contenitori di olio, bottiglie, scarpe, tappi, si, tanti tappi e migliaia di cannucce. Ma quello più difficile da togliere è il polistirolo che sembra sciogliersi dopo che ha passato del tempo nell'acqua».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa