La protesta
Pd, i “senatori” si fanno da parte
Escono dal gruppo dirigente Polidori, Baldassarri, Montomoli e Banti. Fabiani: «Voglio un partito nuovo»
PIOMBINO. Dopo la battaglia congressuale il Pd si ritrova, per l’insediamento ufficiale del confermato segretario e per la formazione della nuova direzione, 50 elementi che rappresenteranno in percentuale la forza elettorale mostrata alle primarie dalle varie componenti.
Domani a Poggio all’Agnello, dove è in programma l’assemblea territoriale (gli 81 delegati promossi con le primarie) Fabiani darà la prima dimostrazione della sua capacità di rendere concrete le promesse di rinnovamento.
Certo un segnale in questo senso arriva già da un’indiscrezione delle ultime ore: negli organismi dirigenti non ci saranno più nomi storici del partito, gente che ha segnato la vita prima del Pci, poi del Pds, dei Ds per arrivare al Pd: tra gli altri l’ex sindaco e onorevole Enzo Polidori, l’ex sindaco e presidente della Provincia Fabio Baldassarri, Stelio Montomoli, segretario del Pds, Lorenzo Banti, già sindaco di Campiglia e poi presidente del Cigri.
Qualcuno sostiene che il fatto di rinunciare alla loro presenza era una richiesta fatta a Fabiani da una parte del partito, che vedeva nella loro influenza sul segretario uno dei freni al rinnovamento.
Se il risultato è lo stesso, probabilmente dal punto di vista politico si tratta invece dell’ultimo atto a sostegno del giovane segretario, da parte di dirigenti che autonomamente hanno inteso come il loro nome fosse a questo punto oggettivamente ingombrante per la volontà espressa da Fabiani di costruire un partito nuovo.
Fabiani non vuole commentare, ma è implicito il suo ringraziamento quando spiega «che il vero rinnovamento è possibile solo nel momento in cui generazioni diverse si aiutano reciprocamente, quelle più anziane con la generosità, quelle più giovani con l’umiltà».
Il segretario dunque domani metterà in campo le sue idee sul partito che fra pochi mesi avrà l’esame delle amministrative: «Penso a un partito più snello – spiega – assegnando una funzione veramente operativa alla direzione, un luogo che serva anche alla formazione di un gruppo dirigente nuovo. Lavorerò per trovare la massima unità, con un gruppo dirigente che sia formato davvero dagli elementi migliori, al di là delle componenti. Credo che finita la competizione delle primarie sia possibile una ricomposizione vera, basata sulla discussione della politica che vogliamo per il territorio».
Per favorire questo processo di integrazione fra le componenti lavorerà nell’ambito dell’assemblea territoriale la commissione politica, che verrà presieduta da Matteo Tortolini.
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