Gioco
Lucchini, nuova giornata di lotta
Lo sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil del 13 novembre sarà un’altra occasione di mobilitazione in difesa dell’altoforno
PIOMBINO. Mentre da un momento all’altro i sindacati aspettano una convocazione al ministero, ieri in fabbrica si è svolta una partecipata assemblea. La rabbia dei lavoratori della Lucchini è tanta e comprensibili sono anche alcuni toni più accesi che sono fatti sentire in alcuni interventi. I segretari di Fim, Fiom e Uilm hanno fatto il punto partendo dall’incontro avuto con Letta e Napolitano e dal vertice di lunedì scorso con il presidente della Regione Rossi. La linea tracciata a Firenze è chiara e ha ricomposto anche le polemiche emerse dopo l’ultimo incontro negativo con il sottosegretario De Vincenti. Tutti compatti nella difesa dell’altoforno, dunque, fino a che non si renderanno concreti altri progetti.
La richiesta di allungare i tempi del bando di gara per la cessione degli stabilimenti di Piombino e Lecco - hanno confermato ieri i sindacati - è una condizione per inserire, nello stesso bando, indicazioni sui finanziamenti e impegni degli eventuali acquirenti alla realizzazione di un impianto Corex e un forno elettrico.
Il commissario Nardi ha confermato proprio il giorno della manifestazione che sta preparando lo stabilimento in funzione della chiusura dell’altoforno a fine novenbre, data che potrebbe slittare al 15 gennaio solo se il governo lo chiederà. È evidente che tutto si giocherà sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, sul quale si spera che arrivi anche un intervento di Letta. Dal canto loro sindacati e istituzioni si presenteranno con una piattaforma che delinea i contorni di un progetto industriale completato dall’idea di realizzare a Piombino un polo europeo per la demolizioni di grandi navi.
Nell’assemblea di ieri è stato comunque deciso di caratterizzare con i temi della vertenza Lucchini lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil per il 13 novembre contro la legge di stabilità. Non è stato ancora deciso se la giornata sarà caratterizzata o meno da una nuova manifestazione con corteo.
Lunedì prossimo sarà invece organizzato un incontro con le forze politiche per chiarire in campo aperto le posizioni sulla vertenza.
Ovviamente durante l’assemblea ci sono stati interventi diretti ad “alzare il tiro”. Paolo Francini, uno dei più attivi contestatori della linea del sindacato, ha proposto, per la verità non trovando molto consenso, di occupare la sede nazionale del Pd e la discarica di Ischia di Crociano.(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
