Gioco
«I cittadini non hanno capito lo spirito dell’iniziativa»
MARINA DI CAMPO. «A malincuore prendiamo atto che la cittadinanza non ha compreso lo spirito di pace e fratellanza con il quale avevamo inteso accogliere la richiesta di incontro pervenuta dalla...
MARINA DI CAMPO. «A malincuore prendiamo atto che la cittadinanza non ha compreso lo spirito di pace e fratellanza con il quale avevamo inteso accogliere la richiesta di incontro pervenuta dalla comunità senegalese».
Il sindaco di Campo nell’Elba, Vanno Segnini, spiega così la decisione di annullare la commemorazione programmata per il 2 novembre. Il primo cittadino spiega che il dietrofront è causato dalle polemiche degli ultimi giorni e ha come obiettivo quello di evitare ogni strumentalizzazione politica. «Abbiamo deciso di modificare il percorso riconciliativo, rinviando ad altra data ’incontro con la delegazione del popolo senegalese in Italia – aggiunge il sindaco – ripartendo da un incontro pubblico da programmare nella sala consiliare del Comune di Campo nell’Elba, nel quale saranno approfonditi i vari aspetti dell’Operazione Brassard».
Quanto accaduto provoca malumori sia fra gli organizzatori della commemorazione, sia fra i contrari. «Sono rammaricato – afferma il delegato alla cultura del Comune di Campo nell’Elba, Giorgio Giusti – perché abbiamo perdonato inglesi, tedeschi, francesi e non i senegalesi. Forse gli africani pagano il fatto di non avere il nostro colore della pelle». Secondo il delegato alla cultura, l’opposizione di alcuni consiglieri di maggioranza «indubbiamente può aver influito nella decisione presa da Segnini», anche se il problema è che «molte persone leggono la storia a pagine alterne, dimenticandosi le efferate violenze degli italiani in Africa», per le quali «dovremmo solo vergognarci».
Anche l’umore dell’assessore Andrea Giusti non è dei migliori. «Si è instaurato un brutto clima dettato dall’ignoranza della gente – afferma – in quanto la maggior parte delle persone conosce solo la storia che gli fa comodo. Il sindaco ha ascoltato i malumori della cittadinanza e ha deciso di conseguenza. La nostra speranza – continua l'assessore – era che le polemiche scemassero. Dal giorno dello sbarco, sono passati quasi 70 anni, credo che dovranno passarne altri 70 per poterli perdonare. Forse, i pregiudizi – conclude Giusti – nascono dal colore della pelle».
Ma anche fra i contrari alla commemorazione serpeggia un po’ di malumore. «Sono soddisfatto della retromarcia – spiega il consigliere di maggioranza Gianluigi Palombi – ma non di come il Comune l’ha giustificata. Non sono i campesi a non aver capito l’iniziativa, è stato l'approccio del sindaco che è stato sbagliato». Gli stessi membri della maggioranza, qualche giorno fa, si erano lamentati per il mancato loro coinvolgimento da parte di Segnini. «Il sindaco ha fatto tutto da solo, se la canta e se la suona da cinque anni – afferma l’ex assessore Alessandro Dini – e questa iniziativa è un’avventata Caporetto senza capo né coda». «L’assenza di comunicazione interna è stata il leitmotiv di questa amministrazione – aggiunge Palombi – e andrebbe chiesto al sindaco perché non ci ha mai consultato». Ma Segnini, sull’argomento, preferisce non rispondere.
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