Italia
Già i primi influenzati In ritardo il vaccino per gli studi medici
Le 16mila dosi gratuite sono attese intorno al 10 novembre mentre sono già disponibili in farmacia quelle a pagamento
PIOMBINO. L’influenza che ha già portato a letto decine di persone in città ha tutta un’altra origine rispetto all’abituale virus di incidenza respiratoria: ciononostante anche dell’influenza “classica” si inizierà a parlare al più presto, visto che tra circa dieci giorni, presso i vari studi medici e i magazzini della Asl 6 arriveranno le 16mila dosi di vaccino antinfluenzale previste per la Val Cornia. A dire la verità l’arrivo dei vaccini era stato inizialmente fissato per il 5 novembre: poi la strada dei sieri si è complicata con qualche ritardo e l’appuntamento - annuncia Marco Battaglini, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl 6 - è stato rimandato a una data stimabile attorno al 10 del mese prossimo.
Le dosi riguardano quelle tipologie di pazienti che rientrano nelle categorie cosiddette “a rischio” stilate da ministero e che hanno diritto al vaccino in maniera gratuita: soggetti di età pari o superiore a 65 anni, bambini di età superiore a sei mesi e adulti affetti da particolari patologie (cardiache, renali, respiratore, epatiche, diabete, malattie tumorali o immunodepressive, etc.) bambini e adolescenti reumatici, donne al 2° e 3° trimestre di gravidanza, medici e personale sanitario, soggetti ricoverati, addetti a servizi pubblici (anche forze armate e personale di assistenza) e personale che per motivi occupazionali sia a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezioni da virus influenzali non umani.
Per tutti gli altri i vaccino è già disponibile in farmacia dove è in vendita al prezzo consueto che si aggira intorno ai 12 euro.
Si può acquistare sia quello “adiuvato” (cioè più “forte”), sia quello “normale” che è lo stesso che poi arriva ai medici.
Chiunque desideri immunizzarsi dal virus (e non appartenga alle categorie di cui sopra) può acquistarlo, sebbene a essere fortemente raccomandati sono soprattutto i casi già elencati, che possono averlo gratuitamente. Ma non solo. Spiega il pediatra Marco Marsili: «Lo consigliamo anche a quei bambini di età inferiore a cinque anni che frequentano gli asili», e che dunque hanno maggiore possibilità, stando l’uno accanto all’altro, di trasmettersi vicendevolmente il virus. Il quale, a sua volta, solitamente fa la sua comparsa in Italia verso la fine dell’anno, per scatenare il numero più alto di casi influenzali appunto tra dicembre e gennaio.
I sintomi, spiega il dottor Donato Calocero, sono tosse, febbre alta e in generale disturbi «più respiratori che gastrointestinali», al contrario invece di quanto sta accadendo con l’influenza, anzi, la parainfluenza, che è in giro e che non ha nulla a che vedere con il virus per il quale invece ci si vaccina.
Questo vale sia per gli adulti che per i bambini: l’attuale disturbo, sottolinea il dottor Marsili, è una normale influenza stagionale, non di natura virale: «Il caldo attuale – specifica il pediatra – ne ha diminuito l’incidenza respiratoria. Si tratta prevalentemente di un disturbo gastroenterico».
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