Il Tirreno

Cecchini: spazio ai giovani e al merito ma non rinnego Biagi

di Paolo Federighi

L’assessore lancia la sua candidatura a sindaco di S.Vincenzo «La tutela dell’ambiente alla base della rinascita del turismo»

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SAN VINCENZO. Vedendo i programmi o i proclami dei candidati sindaci sanvincenzini, dei partiti e delle liste civiche, sembra che gli obiettivi siano più o meno gli stessi: basta cemento, più spazio ai giovani, discontinuità con il passato, ascolto verso la gente, tutela dell’ambiente, turismo da migliorare, ecc.

Lo hanno detto tutti. E lo dice, adesso, anche Elisa Cecchini, che si candida a sindaco all’interno del Partito democratico, per le cui primarie farà richiesta fra qualche settimana.

Qual è la differenza fra candidati che dicono più o meno lo stesso? La differenza sta proprio in quel “più o meno”, in cui risiedono i dettagli e, soprattutto, il come raggiungere certi obiettivi.

Elisa Cecchini, dal canto suo, viene allo scoperto dopo una lunga pausa di silenzio e subito dopo il Congresso del Pd.

Intorno a lei, una sorta di “comitato elettorale” fatto soprattutto di giovani iscritti al Pd (Beatrice Parenti, Francesca Vierucci, Marino Becherini, Tommaso Ferri, Martina Nannelli, solo per fare qualche nome), ma anche di persone di età più avanzata e imprenditori, soprattutto donne.

Persone che hanno aiutato l’assessore Cecchini a redigere un programma di mandato di 11 pagine, dal titolo “San Vincenzo 2020” (proprio come il piano strutturale, ma che niente ha che vedere con esso).

Cecchini vede una futura San Vincenzo con un maggior interesse per l’agricoltura, con consumo di suolo zero, con meritocrazia e maggiori possibilità per i giovani – che lei vuole siano i veri protagonisti del paese – una congiunzione, anche a livello architettonico, fra centro e porto, un paese con eventi per dodici mesi l’anno, con grande attenzione per i diversamente abili, ricostruzione dell’identità, innovazione attraverso nuovi linguaggi ed energie rinnovabili.

Tutti sappiamo che non corre buon sangue fra Cecchini e alcuni componenti della giunta, soprattutto fra lei e Bandini.

Una questione annosa. E tutti sanno che Cecchini sia stata contraria al consumo indiscriminato del territorio, sebbene non l’abbia strepitosamente gridato in pubblico. A questo punto, sorgono spontanee alcune domande.

Perché lei, con le divergenze che a volte ha espresso verso il resto della giunta, non si è dimessa come Guidoni?

«Per vari motivi – risponde – Innanzitutto, perché non abbandono la nave mentre affonda e perché preferisco combattere da dentro per cambiare le cose. Poi, perché la mia stima e il mio rispetto per Michele Biagi sono totali; non potevo tradire la fiducia che ha riposto in me e ho creduto fino in fondo nella sua linea di cambiamento, che in parte ha dato i suoi frutti. Ci sono state cose che io avrei fatto in altro modo rispetto alla giunta, ma non tutto è andato male. La registrazione Emas, l’incremento della raccolta differenziata, la Bandiera Blu e l’Anpil dalla Tenuta a San Carlo lo dimostrano».

Insomma, quale sarebbe quindi la discontinuità fra passato e futuro con lei sindaco?

«La meritocrazia. La gente dovrà essere premiata per il merito, e i giovani dovranno avere grandi spazi in questo paese, a livello espressivo e lavorativo, fra le altre cose. La tutela dell’ambiente e del territorio sarà alla base della rinascita del turismo. Questa giunta ha fallito nei rapporti con i cittadini, è stata troppo distante».

Come vede il Pd adesso, dopo l’ascesa dei renziani?

«Il Pd deve dimostrare fino a che punto si è rinnovato».

E cosa la differenzia da Bandini, che al momento sembra sia il suo avversario?

«Non conosco le proposte di Bandini né di altri eventuali candidati. Sicuramente siamo due profili di sindaco differenti. La sua, a differenza della mia, è una storia lunga, da uomo di partito».

La finiremo col cemento? «Beh, sicuramente bisogna puntare ad incentivare il riuso dell’esistente; incentivarlo, dico, anche economicamente, e ci vuole sostegno per le nuove tecnologie d’efficienza energetica».

A proposito di cemento: e il nuovo villaggio scolastico da 17 milioni di euro?

«E’ un progetto ambizioso che ha bisogno di essere attentamente verificato».

Quindi, sì o no?

«Diciamo che, se fosse attuato, sarebbe un obiettivo ottimale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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