Il Tirreno

«Al primo posto la tutela dell’ambiente»

«Al primo posto la tutela dell’ambiente»

San Vincenzo, i punti fermi del neosegretario Roventini: no alle fusioni, va ridiscusso il ruolo della Parchi

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SAN VINCENZO. Con il 74 per cento dei voti ottenuti al congresso di domenica, il sanvincenzino Massimiliano Roventini è diventato il nuovo segretario del Pd locale.

Renziano, figlio dell’ex sindaco Carlo Alberto, il 41enne neosegretario è laureato in scienze politiche e ha vinto un Master in gestione e sviluppo delle risorse umane all’Università di Pisa.

Impiegato dell’Ebtt (Ente bilaterale per il turismo), bagnino d’estate, vanta molte esperienze nell’associazionismo locale.

Roventini spiega il risultato del Congresso come lo specchio della richiesta di cambiamento che proviene da tutti i livelli.

Un programma, il suo, centrato soprattutto sulle questioni della sovracomunalità e su tre no importanti: all’Alta Maremma, al Comune unico della Val di Cornia e alle fusioni tra i Comuni.

«Dico no a scelte – spiega il neosegretario del Partito democratico sanvincenzino – calate dall’alto e quindi imposte alle comunità. I Comuni devono poter scegliere se partecipare o meno a questi progetti di sovracomunalità. Questa è democrazia».

E con ciò, la presa di distanza da Fabiani e dalla Federazione Pd pare netta. Molto sulla sovracomunalità, nel programma, ma poco sul territorio.

Quale posizione ha sul tema cemento?

«Beh, non è vero – risponde Roventini - che ci sia poco rispetto al territorio. Nel programma si parla di tutela attraverso il regolamento urbanistico e di rimodulazione sostenibile di spazi pubblici e privati. Aggiungo poi che nel piano strutturale, tolto il nuovo villaggio scolastico, restano in previsione 9.800 mq in 15 anni da realizzare fra San Vincenzo e San Carlo. Per noi, al primo posto ci sono tutela e rispetto dell’ambiente».

Nel suo programma, parla di discussione da aprire per quanto riguarda la società Parchi Val di Cornia. Può essere più chiaro?

«Credo che su questo tema vada aperta una discussione profonda, legata alla gestione dell’ente, trattando della reale efficacia e dell’efficienza di esso e delle società partecipate. C’è qualcosa sicuramente da cambiare».

E la Pro Loco?

«A San Vincenzo è necessaria la presenza di una Pro Loco. E’ mancata per troppo tempo una figura che promuovesse la cultura e gli eventi. La Pro Loco deve essere il punto di coordinamento con le associazioni locali».

Lei assume la guida di un partito disgregato. Come vede il suo lavoro?

«Il partito è uno solo. E’ il partito di tutti. Basta con le divisioni».

Sì, ma con il Pd di Piombino e la Federazione?

«Se avremo punti di cui discutere, lo faremo con caparbietà, con la forza e con i numeri che sono dalla nostra parte. Una cosa è certa: libertà è partecipazione e discussione, non ce lo scordiamo. Il dramma Lucchini coinvolge tutto il territorio… Per questo piena solidarietà agli operai, e piena condivisione del lavoro che, in varie sedi, hanno portato avanti Gianni Anselmi, Andrea Manciulli, Silvia Velo, Matteo Tortolini e il Partito democratico piombinese per la difesa del polo siderurgico».

Si parla, nel programma, anche di integrazione…

«Sì. Un modello? Il Rufus Rugby San Vincenzo, che al suo interno ha ragazzi di 16 nazionalità diverse. Questa è vera integrazione».

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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