Il Tirreno

Famiglie lasciate senz’acqua

di Cecilia Cecchi
Famiglie lasciate senz’acqua

Chiusi i contatori a chi ha praticato l’autoriduzione. Il Comitato garantisce assistenza legale

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PIOMBINO. Avvisi di distacco a chi ha proceduto con l’auto riduzione (tra gli altri il consigliere Viliani, di San Vincenzo). Fino ad arrivare alla chiusura del contatore, com’è accaduto a Rieder, piombinese, di origine tedesca. Mentre il comitato acqua pubblica Val di Cornia è già in contatto con degli avvocato per sostenere i cittadini.

Intanto il Forum toscano dei movimenti per l’acqua contesta quanto sta accadendo in questa che viene definita «la truffa della restituzione dei profitti dell’acqua».

A più di due anni di distanza dal referendum (giugno 2011) che aveva cancellato “la remunerazione del capitale investito”, non siamo arrivati da nessuna parte. «L'Autorità Idrica Toscana (AIT) – conferma Mario Gottini, uno dei portavoce del comitato acqua pubblica locale – ha decretato la restituzione della quota della bolletta, corrispondente al puro profitto dei gestori del servizio idrico, che il referendum aveva cancellato e che si è continuato indebitamente a riscuotere».

« Riteniamo illegittimo – prosegue Gottini – il rimborso parziale previsto: l'importo è calcolato solo per il periodo che va dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011. Secondo il metodo tariffario transitorio, approvato a fine aprile di quest’anno, la nuova tariffa va applicata dal 1° gennaio 2012. Si viola pertanto il principio della non retroattività della tariffa. Si ignorano le delibere del Consiglio di Stato. Si disconosce la sentenza del Tar Toscana che dichiarava illegittime le tariffe del 2012, comprensive della componente della remunerazione del capitale investito».

E dunque? «Una truffa – spiega Gottini – considerare gli oneri fiscali una voce di costo, da coprire con la tariffa: costringe gli utenti a pagare anche le imposte sugli utili realizzati dai gestori. Inaccettabile – sottolinea – che la tariffa debba coprire gli oneri finanziari, se non effettivamente sostenuti e documentati. L’AIT ha sottoposto i dati al vaglio dei sindaci, soci nelle gestioni del servizio idrico?».

«Risulta poi non equo – ricorda Gottini – il rimborso con una quota uguale per ogni utenza, quando la “remunerazione del capitale investito” è stata pagata in modo proporzionale, in base al consumo effettivo».

Dai conti della stessa Autorità idrica (e non da quelli del Forum toscano movimenti per l’acqua, si ricorda) risulta che, per tutti i gestori della Toscana, la remunerazione del capitale investito nei piani di ambito ammonta, per il 2011, a quasi 29 milioni di euro, per il 2012 a oltre 73 milioni e per i primi quattro mesi del 2013 a circa 27 milioni, per un totale di 128,7 milioni di euro.

«I soci privati che gestiscono l'acqua esprimono soddisfazione e plaudono – riprende Gottini – I conti che risultano non sono certo dalla parte dei cittadini, a cui si pensa di restituire solo gli spiccioli, mentre i privati continuano a spartirsi lauti profitti. Ecco perché invitiamo i sindaci presenti nell’Autorità idrica a non approvare questo decreto truffa che rappresenta l’ennesima presa in giro dell’esito referendario e di tutti i cittadini toscani».

La situazione in Val di Cornia. «Siamo uno dei territori – dice Gottini – dove il comitato acqua pubblica ha valenza importante. Qui il movimento ha visto nascere la proposta di legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica. Poi, a referendum non attuato, siamo stati attivi promotori della campagna di obbedienza civile, ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette tramite l’autodenuncia al gestore dell'acqua».

« Non si tratta di morosità. Di queste persone che hanno già subito avvisi o distacco abbiamo tutta la documentazione che accerta come le bollette sono state pagate». Chi avesse bisogno d’aiuto può chiamare Cobas (0565 32214), Adriano Bruschi (339 8018138) oppure Gottini (392 8804947).

«Stiamo valutando – aggiunge Gottini – di chiamare in causa il ruolo dei sindaci su questo tema e in duplice veste, quella di responsabili per l’amministrazione di igiene e salute pubblica: perché non si può arrivare a un distacco del servizio quando posso pensare ad altri recuperi del credito... non si lascia una famiglia senz’acqua, senza un bene primario».

«Sul fronte politico, poi, il sindaco di Piombino ha un ruolo importante dentro l’Autorità idrica della Toscana, non solo fa parte del consiglio, ma è anche nell’organismo esecutivo. Non può un sindaco che ha visto nel proprio territorio percentuale altissima di cittadini votare per quel referendum – conclude – non rappresentare la loro volontà nelle sedi adeguate. Basta con lo scarica- barile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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