Finanza
Concordia, un salvagente sulla spiaggia dei Macelli
PIOMBINO. Un giubbotto di salvataggio sporco di catrame, trovato per caso, sul mare, che però emoziona. L’ha “incontrato” Giuliano Righini, andando, come spesso fa la mattina, a pescare sotto gli ex...
PIOMBINO. Un giubbotto di salvataggio sporco di catrame, trovato per caso, sul mare, che però emoziona. L’ha “incontrato” Giuliano Righini, andando, come spesso fa la mattina, a pescare sotto gli ex macelli: «C’era vento di scirocco – racconta – sono sceso e mi sono incamminato verso la spiaggia sotto il cimitero, il giubbotto era già spiaggiato e l’ho quasi pestato...».
Giuliano l’ha guardato un attimo «molto sporco, pensavo fosse caduto da una barca, l’ho preso in mano».
Al che c’è stato poco da immaginare ancora. «Ho visto la targhetta interna, ho letto: Veleria S. Giorgio, Costa Concordia, Ponte B, salvataggio-adulti... cabina 6338. Sono rimasto un po' turbato».
Come rivedere “ogni cosa” in un secondo: dal naufragio al Giglio la notte del 13 gennaio 2011 (che causò trentadue vittime) fino al raddrizzamento in mondovisione, il 16 settembre scorso. Poi le ricerche degli ultimi dispersi e il ritrovamento, non del cameriere eroe Russel Rebello, ma di Maria Grazia Trecarichi, (si aspetta ancora il dna). «Chissà se il giubbotto è finito in mare quando hanno girato la nave – commenta Righini – Sono andato in commissariato a segnalarne il ritrovamento... ma vorrei poterlo tenere io». (c.c.)
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