Il Tirreno

Quasi 300 pazienti al Sert, è allarme dipendenze

Quasi 300 pazienti al Sert, è allarme dipendenze

I dati della Asl tracciano un quadro preoccupante: l’86 per cento sono maschi In trattamento 142 persone con problemi di droga, 42 sono gli alcolisti

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PORTOFERRAIO. Quasi 300 persone che abitano all’Elba hanno a che fare con il problema delle dipendenze. È quanto emerge dai dati annuali dell'azione del Sert (servizio tossicodipendenze) dell'Asl che illuminano la realtà di chi vive nel buio della devianza, di chi purtroppo è schiavo della dipendenza: «Uscire dal vizio si può», afferma il dottor Giancarlo Gasparini dirigente del Sert, che conferma che tra gli stili di vita, fortemente sbagliati, c'è il pianeta della tossicodipendenza, del gioco d'azzardo e dell'etilismo, casi diffusi che attanagliano purtroppo tanti isolani. E i dati che pubblichiamo sono solo la punta di un iceberg.

Il suo ufficio segue in un anno 220 soggetti, di cui 145 residenti e 75 provenienti da altri Comuni extra Elba. Con le consulenze (15) e nuovi assistiti durante l'estate, 43, il servizio nei 365 giorni riguarda in totale 278 persone. In cura sono 190 maschi e 30 femmine, tra questi sono 70 detenuti che fanno capo alla casa di reclusione di Forte San Giacomo a Porto Azzurro, e del totale 142 sono i tossicodipendenti, 42 gli alcolisti, 2 persone nei guai per gioco d'azzardo e 34 altri tipi di dipendenze. Tutti seguiti dal Sert e anche quattro minori, a conferma del pericolo di avvio di esperienze negative in tenera età.

«Le sostanze primarie oggetto degli abusi- fa presente Gasparini- sono eroina (62 casi), alcol (33), cocaina ( 27) e cannabinoidi ( 35). Facciamo anche attività di prevenzione con nostre squadre di medici e sanitari o assistenti sociali che fanno informazione nelle discoteche, nella scuola guida, partecipiamo al progetto “Guida sicura” e interveniamo al progetto “Elba Drink”, riuscendo a coinvolgere oltre 1200 persone in un anno. Poi abbiamo, con soddisfazione, reinserito nel lavoro 10 soggetti».

L'impegno verso la salute è in movimento, un cammino difficile e lungo. Parte dalla formazione permanente di genitori e figli, e occorrono investimenti pubblici forti. Un compito che non spetta solo alla scuola o alle famiglie, ma a tutte le componenti della società. (s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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