Il Tirreno

Nella grotta i resti dei cervi dell’era glaciale

di Stefano Bramanti

Pianosa: rinvenuti dal team dell’Università di Siena crani e ossa fossili di animali, potrebbero risalire a 18.000 anni fa

2 MINUTI DI LETTURA





PIANOSA. Pianosa “Isola del diavolo”? Tutt'altro. Dopo l'ennesima scoperta merita l'appellativo di “Isola dei tesori”. Sullo scoglio piatto grande soli 10 chilometri quadrati, infatti, sono presenti la Villa romana di Agrippa, una catacomba paleocristiana, tracce del carcere ottocentesco comprese costruzioni napoleoniche nel paese, e adesso spuntano reperti dell'era glaciale.

Ad un anno di distanza dal primo scavo, la seconda campagna di ricerche alla Grotta di Cala di Biagio a Punta Secca, condotta dal geologo Luca Maria Foresi e il suo team, ha portato alla luce resti di cervidi di piccole dimensioni, probabilmente risalenti a 18 mila anni fa. «Alla fine dell'Ottocento – commenta Foresi – l'abate don Gaetano Chierici scavò una porzione della grotta e trovò reperti di animali, ma poi se ne disinteressò».

Oggi la Soprintendenza Archeologica della Toscana si è resa conto delle potenzialità paleontologiche dei sito e il Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell'Università di Siena, ha nominato direttore dello scavo il Foresi. Un impegno in spazi angusti, con personale volontario di elevata professionalità dell’Università senese e di quella di Catania, presente con Gloria Ristuccia impegnata anche nella datazione del materiale scavato, con sistemi molto moderni. «Il terreno estratto è stato setacciato – fa notare Foresi– separando tutti i resti fossili, anche minuscoli. Il maggior valore sta nel ritrovamento di ossa intere e di ben quattro crani di cervidi di piccole dimensioni, 3 maschi e una femmina, di cui faremo uno studio in laboratorio per dire esattamente la specie, il periodo geologico e il contesto ambientale in cui vivevano. La loro presenza potrebbe risalire a quando Pianosa era un tutt'uno con il continente, all’ultimo periodo glaciale, circa 18.000 anni fa, quando il livello marino era di oltre 100 metri più basso di oggi».

Importante nell'azione il sostegno del Comune di Campo nell’Elba, dell'amministrazione penitenziaria e della associazione Amici di Pianosa che hanno fornito la sistemazione logistica degli universitari e cioè Stefano Ricci, Giulia Capecchi, Simona Arrighi, Gianpaolo Spinelli, Marco Meccheri, Maria Luisa Antompaoli ed Enrico Capezzuoli.

«Puntiamo a rendere accessibile al pubblico lo scavo- conclude Luca Maria Foresi– e il Parco è interessato a tale chance. La grotta è molto suggestiva e se raggiungeremo questo obiettivo, si otterrà il massimo, incrementando la conoscenza del nostro arcipelago, mantenendo in Pianosa le sue ricchezze naturali e storiche rendendole anche visibili al pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa