Attenzione
Comune, mea culpa davanti alla Corte Rischio commissario
PORTO AZZURRO. «Il piano di riequilibrio approvato risulta non sufficiente a ripianare, nell’arco del decennio, il debito ammesso al piano poiché l’importo da finanziare risulta ipotetico». Un...
PORTO AZZURRO. «Il piano di riequilibrio approvato risulta non sufficiente a ripianare, nell’arco del decennio, il debito ammesso al piano poiché l’importo da finanziare risulta ipotetico». Un giudizio che risulterebbe già grave se a darlo fosse la Corte dei Conti. Ma se le parole, messe nero su bianco dalla stessa sezione regionale della Corte dei Conti, sono state dette dallo stesso responsabile dei servizi finanziari del Comune di Porto Azzurro, allora sì che suonano come un mea culpa. Forse tardivo.
Le motivazioni del parere negativo, già noto da tempo, sul piano finanziario del Comune pesano come un macigno, in quanto non si limitano a criticare alcuni punti del piano per coprire il buco da 2,3 milioni (1,9 milioni, più oltre 400mila debiti fuori bilancio), ma lo smontano integralmente. E fa discutere in paese l’ammissione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale, per voce del nuovo responsabile finanziario. «È necessario procedere alla revisione dei residui attivi e passivi», ha spiegato lo scorso 19 settembre il responsabile finanziario del Comune davanti alla Corte dei Conti, «sulla parte residuale attiva potrebbero emergere poste che non hanno titolo giuridico attendibile per essere mantenute in bilancio». E ancora «la valutazione delle maggiori entrate da destinare al finanziamento del riequilibrio non è stata effettuata in modo corretto», fino a «il rendiconto 2012 non è allineato rispetto alla realtà e in sostanza non rappresenta la situazione amministrativa complessiva». La marcia indietro dell’amministrazione davanti alla Corte dei Conti viene compiuta con la richiesta, formulata dallo stesso sindaco di tempo in più per aggiustare il tiro. Tempo che la Corte dei Conti potrebbe non assegnare, dal momento che il piano di rientro dal disavanzo da 2,3 milioni è stato smontato in tutti i suoi aspetti. «Le fonti di copertura del disavanzo che vengono prospettate dall’ente – si legge in un passo della relazione dell’ente – non appaiono adeguate a garantire il finanziamento del saldo complessivo e il superamento dello squilibrio». Il Comune aveva presentato un piano di rientro basato, tra l’altro, sulla cessione della D’Alarcon, recupero dell’evasione e l’aumento pressoché generlizzato delle tariffe. Punti che, per motivi diversi, sono stati contestati dalla Corte dei Conti.
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