Sicurezza
In duemila al corteo per difendere l’Afo
L’incontro con Letta e Napolitano riaccende la speranza tra i lavoratori Torna la pressione sulle istituzioni ma senza abbandonare la lotta
PIOMBINO. In duemila hanno sfilato ieri sulla superstrada a Venturina per difendere l’altoforno della Lucchini, bloccando per circa un paio d’ore il traffico. La tensione si era alzata in questi giorni, raggiungendo il culmine venerdì sera, quando al Rivellino, davanti a centinaia di lavoratori, i sindacati hanno riferito della contrarietà del ministero a prolungare la vita dell’altoforno. Poi le assemblee in fabbrica, tra delusione, rabbia e voglia di continuare fino in fondo questa lotta per la sopravvivenza ormai in piedi da quattro anni.
Il sindacato era pronto ad azioni più eclatanti del solito, ma tutto si è svolto, salvo qualche accesa discussione al momento delle rimozione del blocco, in perfetto ordine. Un barlume di speranza si è riacceso infatti a Firenze, dove una delegazione sindacale ha raccolto i segnali di attenzione del premier Letta e del presidente Napolitano.
I lavoratori si sono radunati alle 9 in via Cerrini a Venturina. Sul posto già uno schieramento ingente delle forze dell’ordine. Agli studenti del collettivo “Tre passi avanti”, tra i protagonisti delle grande manifestazione del 3 ottobre in piazza Bovio, questa volta i sindacati, per la preoccupazione di eventuali tafferugli, avevano addirittura sconsigliato di partecipare. C’erano però i rappresentanti di un nuovo movimento, nato in questi giorni tra le associazioni sportive, con il loro striscione che da ieri è diventato il nuovo slogan di questa lotta: “Piombino come una squadra”.
Il lungo corteo ha percorso l’ampio snodo che immette sulla quattro corsie. Uno dopo l’altro gli striscioni delle Lucchini, della Magona, della Dalmine, della Sol, delle imprese, delle associazioni dei commercianti. I gonfaloni dei Comuni, accompagnati da sindaci e assessori con la fascia tricolore.
L’attenzione si è quindi concentrata nel racconto che Mirko Lami, Fausto Fagioli e Ilaria Landi hanno fatto dell’inaspettata giornata di ieri. Ricevuti in un salottino, a margine dell’assemblea dell’Anci, da Enrico Letta e Giorgio Napolitano. Conosce bene il capo dello Stato Piombino e le sue fabbriche, fin da quando era responsabile della commissione economia del Pci. «A Piombino, c’è gente seria, non merita questa fine», ha detto a Letta invitandolo ad occuparsi di questa vicenda.
Letta e Napolitano hanno riacceso le speranze. Le iniziative più eclatanti che i sindacati erano pronti a mettere in campo già ieri, alla stazione di Campiglia e all’aeroporto di Pisa, sono state accantonate. I lavoratori hanno concesso ancora una volta credito alle istituzioni, forti - come ha riconosciuto Letta - non solo di un bagaglio di lotte ma anche di proposte, come una riconversione innovativa della Lucchini con un forno elettrico e un impianto corex.
Nel pomeriggio poi i segretari di Fim, Fiom e Uilm si sono incontrati con il commissario della Lucchini Nardi. «A valle dell’approvazione del programma da parte del ministero – ha detto Nardi – verrà avviata la procedura di vendita con bando internazionale che verrà emesso entro il 15 novembre, a seguito della quale partiranno le attività di due diligence, per arrivare in tempi molto brevi ad offerte vincolanti per Piombino e Lecco».
Il commissario ha parlato di «fermata e di non chiusura dell’altoforno e dell’acciaieria. Rimarranno in esercizio cokeria, servizi e laminatoi, che proseguiranno la loro attività grazie ai semiprodotti stoccati che potranno essere integrati con l’acquisto di blumi e billette per non perdere mercato».
Un strada obbligata, quella della cessione di rami d’azienda, secondo il commissario, che ha tuttavia ricordato di aver inserito nel suo programma indicazioni per una ristrutturazione innovativa dei processi siderurgici».
Ma i lavoratori non abbandoneranno la strada della lotta. «Non ci accontentiamo di una idea di progetto – ripetevano dall’altoparlante montato sull’auto del sindacato – siamo disposti a trattare, ma solo con gli impianti in funzione».
A Firenze si è aperto un nuovo spiraglio che i sindacati intendono sfruttare. Già lunedì prossimo ci torneranno per un incontro con il governatore Rossi. Torna la caparbia pressione sulle istituzioni per far capire che Piombino non deve chiudere che questo è possibile.
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