Sicurezza
Mps vuole 414mila euro da un cuoco disoccupato
Lettera choc a un piombinese arrivata da una filiale campana della banca Probabile un caso di omonimia con il titolare di un’impresa edile del Sud
PIOMBINO. Di mestiere fa il cuoco, da tanti anni, per passione e per bravura, e per questo si è trasferito a Piombino dal Sud. Adesso però è disoccupato. Mai Paolo Carosi avrebbe pensato che, andando a ritirare lettere e quant’altro gli viene “girato” dall’indirizzo del paese d’origine alla casella postale di via Volta, avrebbe ricevuto dalla banca una richiesta di pagamento di 414. 562 euro e decimali, più gli annessi interessi legali.
«Sono stato chiamato in causa – racconta Carosi, mostrando lettera e documenti – come titolare di una ditta di costruzione, un settore dove non ho mai lavorato. Io che sono sempre stato un cuoco, e per altro ora anche senza lavoro». Omonimia, scambio di identità, confusione coi computer? «Chissà – commenta Carosi – magari ci sono state similitudini sulle età, sulle date di nascita, sugli indirizzi. Ma non mi interessa, io con tutto questo non ho niente a che fare».
«Resta il fatto – prosegue – che c’è pure la prima lettera, una raccomandata, inviata dal Monte dei Paschi in data 23 aprile 2013 a questa ditta di costruzioni ad Acerra (Napoli) dove si elencano crediti e interessi e si chiede la restituzione del libretto degli assegni. Mittente, Mps gestione crediti di Napoli, ed è questo stesso ufficio che il 9 ottobre scorso ha girato tutto a me, “eletto” all’improvviso titolare della ditta di costruzione, ma al mio indirizzo di Piombino. Così – sottolinea – mi è stata trasmessa in allegato la raccomandata del 23 aprile, col rinnovo della richiesta di pagamento totale per 414mila euro e passa. Incredibile».
Insomma da Acerra a Piombino, ma per il Monte dei Paschi non si scappa: bisogna pagare. Paolo Carosi è sconcertato, ma tranquillo: «Sono già andato dai carabineri e da un avvocato. Prossimamente sarò anche ricevuto nella sede di Siena: sono convinto che sarà possibile chiarire tutto».
Insomma lui ha sempre avuto a che fare coi fornelli quando, soprattutto in estate, riesce a farsi assumere da un ristorante; ma coi mattoni proprio no.
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