Gioco
Ruspe in azione, ecomostro demolito entro fine anno
Riattivato il cantiere per la demolizione del centro servizi Nel 2014 l’intervento di messa in sicurezza di Procchio
PROCCHIO. Tornano le ruspe, sfumano la preoccupazione e i sospetti. Ieri mattina, in ritardo di 24 ore sulla tabella di marcia a causa del maltempo che si è abbattuto in Toscana, è stato riaperto il cantiere per la demolizione del centro servizi di Procchio, meglio conosciuto come ecomostro.
Gli uomini dell’impresa edile Giusti di Pistoia, che dieci anni fa tirò su lo scheletro di cemento e ferraglie e adesso dovrà raderlo al suolo, sono arrivati di buon ora a Procchio, dove hanno riaperto dopo mesi il cancello di accesso al centro servizi. I lavori per la demolizione della struttura trascinata nello scandalo giudiziario di Elbopoli sono stati interrotti nei mesi estivi, per non intralciare la stagione turistica. Alcuni problemi di natura tecnica hanno tuttavia rallentato la ripresa dei lavori, tanto da creare un po’ di preoccupazione nelle fila dell’amministrazione comunale. Preoccupazione rientrata in seguito all’incontro di alcuni giorni fa tra il sindaco Anna Bulgaresi e i responsabili dell’impresa pistoiese. Ieri l’impegno assunto dall’azienda ha trovato riscontro.
Gli operai hanno riaperto il cantiere, rimuovendo i teloni che in questi mesi hanno coperto le macerie. Ma solo nelle prossime ore le ruspe torneranno a fare il loro lavoro, riducendo in macerie quel che resta dell’ecomostro.
L’amministrazione Bulgaresi conta di veder completata la demolizione della struttura entro la fine dell’anno, mentre si deve ancora trovare una soluzione per lo smaltimento degli inerti che potrebbero essere rimossi dall’area di cantiere o, in alternativa, macinati sul posto.
La demolizione dell’ecomostro, oltre ad avere un enorme valore simbolico per la frazione di Marciana, ha anche un valore strategico importante. Solo quando la struttura sarà rasa al suolo e l’area ripulita potrà iniziare l’opera di messa in sicurezza idraulica progettata dalla Regione e finanziata con 5 milioni di euro. Si tratta di mettere in sicurezza il fosso di Vallegrande e, di conseguenza, l’area di Procchio che è considerata, come gli episodi del passato confermano, a forte rischio alluvionale.
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