Il Tirreno

Lucchini, ora le assemblee per preparare lo sciopero

Lucchini, ora le assemblee per preparare lo sciopero

Tensione a un incontro del Pd tra due sindacalisti e Rossi, che difende Zanonato Il presidente: «Ma è giusto chiedere di non spegnere l’altoforno senza garanzie»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. In attesa delio sciopero di giovedì, il sindacato oggi riparte con le assemblee, e col lavoro per tenere aperto quell’unico spiraglio costituito dalla ricerca di un incontro col ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi e con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per discutere di una possibile maxicommessa di rotaie, che darebbe modo all’altoforno di andare avanti.

Si capisce che si tratta giusto di uno spiraglio, considerando l’atteggiamento che sul tema dell’altoforno ha tenuto il governo, che ha portato il sindacato a chiedere le dimissioni di Zanonato, con 600 firme raccolte in poche ore al Rivellino.

Un clima teso che ovviamente arriva fino al Pd, in questi giorni impegnato nelle primarie ma soprattutto partito di governo, di cui è espressione proprio il ministro Zanonato: così un appuntamento di sostegno al segretario uscente Valerio Fabiani, col presidente della Regione Enrico Rossi (evento che già aveva suscitato le proteste di un altro candidato, il renziano Roberto Peria), sabato sera al Centro giovani è stato trasformato in un dibattito sulla siderurgia.

E non sono mancati i momenti di tensione con un duro botta e risposta tra due sindacalisti in platea (il coordinatore delle Rsu Fiom, Mirko Lami, e uno dei delegati più esperti e impegnati, Graziano Martinelli), polemici sulla conclusione dell’incontro di venerdì al ministero, e lo stesso presidente della Regione. Che si è pure lasciato scappare una battuta: «A salire sui tetti son buoni tutti».

Il giorno dopo, a mente fredda, Rossi ha dato una valutazione più pacata dell’accaduto, parlando sul suo blog di «una paura percepibile a Piombino. Due lavoratori della Rsu hanno espresso parole drammatiche di chi vuole che la loro dignità di persone sia rispettata, di chi non vuole finire a cassaintegrazione senza prospettive. Per questo – dice Rossi – chiedono che l’altoforno non sia chiuso. E si sentono traditi dall’incontro incontro di Roma. Ce l’hanno con Zanonato, di cui addirittura chiedono le dimissioni, e col Pd. Mi invitano a stare con loro fino in fondo: temono da parte mia un atteggiamento troppo morbido verso il governo. Io dico che la battaglia per non spegnere l’altoforno è giusta ma che comunque al massimo tra due anni verrà chiuso. Quindi, altrettanto giusto è chiedere che il governo si impegni per realizzare il progetto di conversione ecologica e rilancio della siderurgia di Piombino».

Così Rossi passa alla necessità di «sistemare il porto con l’escavo a 20 metri per renderlo più competitivo, anche in funzione del polo sideurgico; poi fare di Piombino un centro per la rottamazione delle navi, perchè così il rottame potrà alimentare il forno elettrico che deve essere costruito. Ma non basta. Per mantenere l’occupazione e la forza produttiva di questa realtà bisogna sostituire l'altoforno col Corex, una nuova tecnologia, meno inquinante: per realizzarlo servono circa 200 milioni. Un investimento che solo con un supporto pubblico potrà essere fatto. Insomma lo Stato deve metterci un incentivo, deve metterci soldi sufficienti a stimolare l’impegno di un privato a intervenire. Anche l’Europa va in questa direzione. È un progetto ambizioso, ma ce la possiamo fare».

Infine l’altoforno: «Hanno ragione i lavoratori – conclude Rossi – non deve essere chiuso se non ci sono garanzie sulla realizzabilità di questo progetto. Al governo e a Letta dobbiamo chiedere di impegnarsi sul serio e non a parole. Ecco perché non ha senso raccogliere firme per le dimissioni di Zanonato che invece dobbiamo convincere a stare dalla nostra parte».

Intanto oggi, sciolto il presidio al Rivellino, via alle assemblee con sciopero in fabbrica, alle 16; 20,30; 22.(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa