Il Tirreno

Si rischia il dramma, non molliamo

Si rischia il dramma, non molliamo

I sindacati insistono sull’altoforno e chiedono le dimissioni di Zanonato

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PIOMBINO. «A questo punto serve che cambi la volontà politica fin qui espressa dal governo. Certo, spero ancora in una valutazione più approfondita sulla questione dell’altoforno. Comunque continueremo a batterci, la partita è durissima ma non è finita».

Così si esprime Gianni Anselmi, provato da tre giorni e tre notti al Rivellino ma soprattutto deluso dall’esito dell’incontro di venerdì al ministero.

Segni di stanchezza anche sul volto dei segretari di Fim, Fiom e Uilm, Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Vincenzo Renda.

Ma allo stesso tempo resta la voglia di dire alla città che «il sindacato e i lavoratori non si arrendono. Il governo deve cambiare idea – dicono i tre segretari – qui si rischia un enorme dramma sociale. C’è ancora tempo per cambiare, certo non accetteremo di condurre alcuna trattativa senza la certezza che gli impianti restino in marcia. Il futuro è completamente da costruire e per traghettare lo stabilimento verso i progetti che vengono prospettati, l’altoforno è una necessità. L’esperienza della De Tomaso è illuminante in questo senso».

Intanto da ieri davanti al Rivellino è attivo un tavolo per la firma delle richieste di dimissioni del ministro Flavio Zanonato, a capo dello Sviluppo economico.

«Zanonato se ne deve andare – aveva gà sostenuto venerdì notte Gabrielli nell’assemblea al Rivellino – perché ha dimostrato che se ne frega non solo di Piombino, ma più in generale della siderurgia, che è un settore strategico, e quindi dell’interesse del Paese».

Stando così le cose salterà anche l’incontro sull’accordo di programma che il ministro aveva fissato fra quindici giorni a Roma.

«Non ci sono le condizioni per una trattativa – ribadiscono i sindacati – i progetti per forno elettrico e Corex sono interessanti ma senza la certezza di vederli avviati con gli impianti in marcia non se ne parla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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