Il Tirreno

«Camera di commercio, stop ai giochini»

La Confesercenti annuncia i suoi candidati e chiede un confronto basato solo sui programmi

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PIOMBINO. «Prima il programma e poi i nomi». La Confesercenti provinciale interviene sul dibattito sviluppatosi nei giorni scorsi in merito al rinnovo degli organismi della Camera di commercio e comunica ufficialmente i nominativi dei suoi quattro designati nel consiglio: c’è il cecinese Matteo Valori, presidente provinciale le Assocamping, settore Turismo. Insieme a lui ci sono Anna Landini (presidente provinciale), settore commercio; Alessandro Ciapini (direttore provinciale) settore commercio; Massimo Marini (responsabile area sindacale), settore servizi.

Nell’attesa che anche la Confcommercio sciolga il nodo dei nomi e sveli i 6 designati in consiglio, Confesercenti si smarca da logiche di “apparentamento”, nello scontro frontale in atto nel nuovo consiglio della Camera di commercio, formato da 27 membri. L’asse cooperative-Cna punta alla discontinuità e ha scaricato il presidente in carica Roberto Nardi, che però potrebbe rientrare in gioco con il sostegno di altre categorie. Confesercenti prende le distanze da questo gioco: «Non sfugge certo alla nostra associazione – si legge in una nota di Confesercenti – che la Cciaa rappresenti un punto di snodo di fondamentale importanza non solo in termini di rappresentanza complessiva del sistema imprenditoriale territoriale, ma anche in relazione al conseguente ruolo di cerniera che l'ente camerale svolge nel rapporto tra istituzioni e mondo economico. Ebbene, è proprio in funzione di questa centralità dell'ente camerale che Confesercenti trova molto riduttivo limitare il confronto sul rinnovo degli organismi a semplici questioni nominalistiche, rischiando di ridurre questa importante carica istituzionale, a semplice tassello nel risiko delle nomine presenti e future che dovranno essere fatte sia a Livorno che nel resto del territorio. Non siamo interessati a questo gioco. La drammaticità della situazione economica è tale che nessuna associazione può permettersi di non dare il proprio appoggio a un confronto largo, tendente a definire un "Programma Fondamentale". Solo successivamente, nomi ed assetti capaci di interpretarlo. Come Confesercenti – chiude la nota – non siamo aprioristicamente favorevoli o contrari a nessuno; quello che non potremo accettare è che si arrivi a eventuali candidature senza che prima si sia intrapreso un percorso programmatico condiviso, possibilmente unitario».

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