Il Tirreno

Gli studenti con gli operai per difendere il futuro

di Francesca Lenzi

Ieri mattina centinaia di ragazzi delle scuole superiori in assemblea al Rivellino Nei loro slogan riecheggia De André: «Ci sentiamo coinvolti in questa lotta»

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PIOMBINO. «Siamo gente di mare e d’acciaio». Gente che lotta per la sua fabbrica e per tutta una città che rischia di morire con lei.

Ieri mattina, davanti ai ragazzi, arrivati al Rivellino per l’assemblea straordinaria degli studenti delle scuole superiori di Piombino, Gianni Anselmi l’ha detto con orgoglio ed emozione: «Siamo gente di mare e d’acciaio», come se quella lega fatta di ferro e carbonio ci riempisse le vene né più né meno dello specchio d’acqua che circonda il nostro promontorio.

«Grazie ai giovani per aver organizzato questa iniziativa – afferma durante l’assemblea il sindaco – Nella sofferenza sono momenti molto belli. Essere in mezzo a ragazzi che parlano di corex, forno elettrico e bonifiche, sentirli parte del contesto con una sorprendente capacità critica è straordinario, dà il senso di un progresso di cui questa città deve essere già fiera. Questi sono i volti del nostro futuro».

E sono lì quei volti, tutti dentro il Rivellino, stretti in un colpo d’occhio che fa quasi calore. «Facciamoci sentire perché noi siamo il futuro di Piombino, un futuro purtroppo oggi incerto», e ancora, «Siamo qui per informare e sensibilizzare i giovani come noi e per far vedere agli operai che siamo pronti a lottare con tutti loro».

Questo dicono, all’inizio dell’assemblea, i ragazzi del collettivo studentesco “Tre passi avanti”. Quando poi vedi lo striscione che hanno appeso sopra il Rivellino, esposto all’esterno su piazza Cappelletti, con la scritta «Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti» (da Fabrizio De André, “Canzone del Maggio”, 1973 ndr) ci si rende conto che solo loro, quelle facce pulite e sfrontate con pochi anni sulla carta d’identità, sanno usare la frase di una canzone per dare semplicemente volto alla verità.

È affare di tutti la fabbrica. Di chi ci lavora, e anche di chi non ci ha mai messo piede, perché tutti, in un modo o nell’altro, ci mangiamo e ci viviamo con quel gigante di ferro che sputa fuoco.

«Che futuro è stato preparato per questa e per la prossima generazione? – si domanda il sindaco Anselmi – Abbiamo un Paese allo stremo, che non si occupa più del lavoro, venendo così meno al proprio significato istituzionale; eppure il lavoro è una questione democratica, con la gente che si libera attraverso di esso. Diamo sostegno adesso agli operai che da mercoledì sono al Rivellino e che non meritano di essere presi in giro come ho letto su Facebook. Sono qui anche per noi, per tutti noi. La città che io rappresento deve muoversi all’unisono con coloro che stanno difendendo la nostra industria».

Sulla poca sensibilità, o meglio sulla stupidità, di chi ha ironizzato sul web interviene anche Mirko Lami, coordinatore della Rsu Fiom alla Lucchini: «Noi lotteremo sino all’ultimo per difendere lo stabilimento e per tenere in marcia l’altoforno per altri due anni perché esistono tutti i requisiti per poterlo fare – spiega il sindacalista – Ai ragazzi dico solo grazie, siete stati grandi, e voglio lanciarvi una proposta: qualche anno fa i vostri genitori camminando vi prendevano per mano. Noi in questi giorni siamo stati presi in giro su Internet. Chiedo oggi a voi di prendere per mano i vostri genitori e di portarli qui, dentro al Rivellino».

Per essere tutti insieme, una voce sola. La voce di gente fatta di mare e di acciaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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