Lutto
Via la flora esotica a difesa dei parchi
Progetto pilota per la riqualificazione di Sterpaia e Baratti Convegno per spiegare motivazioni e finalità il 29 ottobre
PIOMBINO. Così bello quand’è fiorito e siamo talmente abituati a vederlo che nessuno penserebbe a una specie aliena E che dovrà essere eliminata in difesa delle aree naturali protette di Sterpaia e Baratti-Populonia. Si riconosce subito il carpobrotus acinaciformis, genere di piante appartenente alla famiglia delle Aizoaceae, detto volgarmete fico degli Ottentotti, da tempo immemorabile aggrappato anche agli scogli del Falcone.
«La pianta – spiega Luca Sbrilli, presidente Parchi Val di Cornia Spa – è diffusa nelle zone desertiche del Sudafrica, in Usa e in Australia. Alcune specie sono state indrodotte e si sono naturalizzate nelle aree costiere mediterranee, mettendo a rischio la conservazione delle biodiversità, nel caso della Costa Est anche la protezione della duna».
Ecco il progetto pilota “per la riqualificazione ambientale e il controllo delle specie esotiche nelle aree naturali protette” su tratti di costa compresi fra le località di Carbonifera e Torre Mozza e del Golfo di Baratti e il bosco planiziale della Sterpaia (foresta mista con prevalenza di querce e specie rustiche indigene, olmo campestre, acero campestre, frassinomaggiore, pioppo bianco, pioppo nero, ontano, salice...).
Il progetto si pone l'obiettivo di realizzare interventi diretti di eliminazione e controllo di specie di flora esotica nell'ambito delle aree protette costiere della Val di Cornia così come altre realtà di aree protette toscane hanno da poco avviato. «Oltre che per il diffusissimo fico degli Ottentotti – prosegue Sbrilli – interverremo su passiflora, yucca ed altri residui di piante invasive negli ex lotti. Queste specie esotiche restano tra le principali cause di minaccia alla conservazione della biodiversità nell'ambito della ecoregione mediterranea». Nelle aree protette in oggetto tali presenze hanno alterato preziosi habitat forestali paniziali, aree umide retrodunali e tratti di costa sabbiosa e rocciosa inibendo lo sviluppo di vegetazione autoctona la sola capace di mantenere nel tempo gli equilibri biologici e morfologici. Parte di queste specie esotiche risalgono alla vecchia gestione della zona antecedente alla della istituzione del parco. La riqualificazione ambientale di Sterpaia sotto l'aspetto delle specie aliene è contenuta anche del Piano provinciale di Sviluppo socio economico delle aree protette della Provincia di Livorno e nel Piano Regionale sulla biodiversità.
Ma per presentare l'iniziativa alla cittadinanza, alle associazioni e a tutte le forze politiche e sociali, è prevista per martedì 29 ottobre (dalle 15) una tavola rotonda al museo del Castello e delle ceramiche medievali. «Un momento importante perché spegheremo i motivi e le finalità dell’intervento e speriamo nella massima partecipazione. Interverranno, tra gli altri, esponenti della Regione Toscana (principale cofinanziatore del progetto), dell'Università di Firenze, del corpo forestale dello stato e rappresentanti di esperienze similari – conclude Luca Sbrilli – già attuate in altre realtà di parco della Toscana».
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