Sicurezza
Camera di commercio, Cna scarica Nardi
Ma il presidente uscente resta in corsa per la conferma: il suo avversario è Costalli (Unicoop)
LIVORNO. La Lega delle cooperative, insieme ad Agci Toscana (l’associazione generale delle cooperative italiane), ha deciso di assegnare il suo unico seggio nel prossimo consiglio della Camera di commercio a Sergio Costalli, vicepresidente di Unicoop Tirreno, ai vertici di Unipol banca e di Igd (il colosso che sta dietro a Porta a Mare).
Così la Lega cala l’asso proprio mentre la Cna scarica il suo uomo, il presidente in carica Roberto Nardi, designando altri quattro consiglieri e aprendo alla «discontinuità e alla collaborazione con tutte le altre associazioni». È evidente: un fronte si sta dando da fare per eleggere Costalli alla guida dell’ente che rappresenta le categorie economiche.
Ma non è affatto scontato che alla fine l’asse cooperative-Cna abbia la meglio. Anche perché Nardi, dopo la decisione della sua associazione, potrebbe rientrare in campo seguendo altre strade. Prima fra tutte quella degli industriali.
Di certo, intanto, c’è che Costalli sarà un consigliere camerale, come lo è stato fino a oggi il presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami. «
Entro pochi giorni tutte le associazioni (dai commercianti agli spedizionieri) dovranno dare alla Regione i nomi dei 27 membri del prossimo consiglio. Lunedì sera la direzione della Cna si è riunita e, presente anche Nardi, «ha scelto all'unanimità di intraprendere la strada della discontinuità e dell'apertura a candidature di valore da parte di altre associazioni». Lo scrive il presidente Diego Nocenti, che puntualizza: «Nardi è e rimarrà uno dei dirigenti Cna di riferimento, essendo comunque membro dell'assemblea provinciale ed avendo preziose qualità da mettere al servizio dell'associazione e delle imprese in vari ambiti. A lui va un sentito ringraziamento e apprezzamento per il lavoro svolto in 12 anni».
Nardi, però, non è affatto fuori dai giochi: potrebbe entrare nell’organo camerale, e quindi correre di nuovo per la carica di presidente, con altre associazioni. Ipotesi per niente remota. Anzi concretissima. Lo dice lo stesso presidente: «Molte associazioni mi hanno chiesto di restare. Non ho preso impegni formali, fino a lunedì», il giorno del benservito della sua associazione. «Adesso deciderò in tutta serenità cosa fare», valutando «se c’è una proposta di collegialità che eviti il disastro». Guardando i numeri potrebbe essere una guerra all’ultimo voto. Tra l’altro a pochi mesi dalle elezioni amministrative.
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