Il Tirreno

Una nuova fondazione per risollevare l’Elba

di Luca Centini
Una nuova fondazione per risollevare l’Elba

È composta dagli imprenditori più in vista, associazioni e istituti bancari Mantovani: «Lo Stato non ci aiuta, allora i servizi li gestiamo da soli»

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PORTOFERRAIO. «Non saremo la stampella dei Comuni e delle istituzioni locali, piuttosto un altro braccio che contribuirà a migliorare i servizi e a valorizzare la nostra isola». L’avvocato Paolo Di Tursi, uno dei soci promotori della nuova Fondazione Isola d’Elba, usa queste parole per descrivere gli scopi della onlus, fondata lo scorso maggio e riconosciuta in questi giorni dalla Regione Toscana con l’iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche private. Un soggetto che, come ha spiegato il presidente ad interim Marco Mantovani, presidente di Locman, «non si pone in contrapposizione con le istituzioni e non ha alcuna posizione o aspirazione politica, ma si pone solo l’obiettivo di essere un motore per l’Elba», contribuendo alla sua valorizzazione dal punto di vista turistico e a intervenendo per migliorare i servizi, dalla sanità, all’assistenza, all’istruzione fino all’ambiente. Alla conferenza di presentazione c’erano tutti i soggetti che hanno lavorato alla fase embrionale della fondazione, alcuni degli imprenditori più in vista dell’isola. C’erano gli ideatori della fondazione Marco Mantovani, Vincenzo Gorgoglione e Tiziano Nocentini e tre soci promotori Luca Bartolini, Paolo Di Tursi e Fabio Murzi. «Lo Stato è sempre più snello e delega un numero crescente di servizi che i privati non sono nelle condizioni di poter raccogliere – ha spiegato Di Tursi – la fondazione di partecipazioni è la soluzione più indicata per lavorare nello spazio che si crea tra pubblico e privato. Si tratta di una fondazione territoriale che lavorerà solo per valorizzare l’Elba». I settori a cui la Fondazione, a cui partecipano tutte le associazioni di categoria elbane, intende dare un contributo, finanziando progetti specifici in collaborazione con le istituzioni locali, sono elencati nello statuto: «La fondazione ha lo scopo di promuovere – si legge nello statuto – la natura e l’ambiente, assistenza sanitaria e socio sanitaria, la cultura e l’arte, l’istruzione, assistenza sociale e la tutela e la valorizzazione dei beni di interesse storico e artistico». Perché «l’isola – ha detto Mantovani – viene vista dai turisti come un bel posto dove poter vivere, ma per questo si devono creare le condizioni per poterci vivere bene. Lo Stato non è più in grado di finanziare e aiutare a dovere l’Elba, abbiamo capito che dobbiamo fare da soli».

A novembre si terrà l’assemblea decisiva per dare forma alla nuova Fondazione Isola d’Elba, definendo l’organico dei soci fondatori e di quelli ordinari. «Confidiamo in una grande partecipazione – spiega Mantovani – abbiamo già persone importanti, sia italiane che all’estero che hanno garantito di voler contribuire alla causa».

La fondazione, secondo le intenzioni dei suoi ideatori, starà in piedi grazie ai finanziamenti dei soci, sia privati che imprese del territorio. Inoltre si conta di raccogliere sponsorizzazioni importanti per i singoli progetti. Ed, essendo una onlus, la fondazione potrà usufruire dei contributi del 5 per 1000 al pari delle altre associazioni senza scopo di lucro. Lo sviluppo della stessa fondazione sarà determinante per definire meglio le priorità e i progetti che vedranno coinvolta la fondazione: il primo banco di prova dal punto di vista delle iniziative culturali, ha spiegato il professor Paolo Ferruzzi, si avrà con il Bicentenario Napoleonico, per il quale la fondazione conta di integrare il programma in via di definizione da parte delle istituzioni, e per le iniziative, promosse dal Comune di Marciana, legate al rilascio della cittadinanza onoraria a José Antonio Abreu.

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