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Lucchini, lavoratori oggi sul Torrione

Lucchini, lavoratori oggi sul Torrione

Si fa aspro lo scontro tra i sindacati e il commissario Nardi sulla fermata dell’altoforno programmata per fine novembre

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PIOMBINO. Si sta gradualmente inasprendo la vertenza Lucchini. Stamani di buon’ora un gruppo di sindacalisti e lavoratori si ritroverà in piazza Verdi per inscenare un nuova manifestazione nell’intento di attrarre l’attenzione del governo sulla drammaticità della situazione e chiedere un intervento urgente con il ministero dello Sviluppo. Ci saranno, a quanto pare, anche le telecamere della Rai.

I sindacati hanno cercato di mantenere riserbo sull’iniziativa, tuttavia già ieri sera circolava voce di una probabile occupazione simbolica del Rivellino e del Torrione. E probabile che con loro ci sia anche il sindaco Anselmi, che subito dopo però partirà per Roma, insieme al presidente dell’Autorità portuale Guerrieri, per una riunione al Consiglio superiore del lavori pubblici, dove saranno affrontati i problemi legati alla realizzazione delle opere portuali.

Questa fase determinate per il futuro Lucchini è netta la contrapposizione tra il sindacato e il commissario Nardi sulla fermata dell’altoforno prevista a fine novembre.

Fim, Fiom e Uilm continuano infatti a sostenere che lo stabilimento di Piombino, una volta sgravato il Gruppo dal debito prodotto dallo stabilimento di Trieste (per il quale sono in corso trattative di affitto ad Arvedi) potrebbe tornare al pareggio se non addirittura a guadagnare. Il margine industriale, da non confondersi con il Mol, sarebbe infatti a loro dire positivo. «Irresponsabile sarebbe – sostengono – fermare in questo momento l’altoforno». Ed è proprio un chiarimento sui conti Lucchini che i sindacati ricercano nel confronto al ministero.

Non sono intanto affatto piaciute al segretario della Fiom Luciano Gabrielli le dichiarazioni rilasciate dal ministro Zanonato a Pistoia, in occasione dell’incontro con gli operai della Breda. «Zanonato – dice Gabrielli – ha dato per scontata la chiusura dell’altoforno. Sono esterrefatto perché non sa di cosa parla o è in malafede».

Nel sindacato intanto si sta affermano la proposta che nel bando di gara che il governo dovrà fare per la vendita della Lucchini sia inserito l’obbligo per i compratore di mantenere in marcia l’altoforno, almeno fino a che non saranno messi in campo progetti alternativi.

Si profila anche la richiesta di creare due società separate, una affidata al commissario che consenta di proseguire l’attività dell’area a caldo, continuando quindi a gestire l’acciaieria, l’altoforno e la cokeria, e l’altra con un nuovo investitore per realizzare e gestire un forno elettrico ed il Corex. Qualcuno si azzarda anche ad ipotizzare una partecipazione azionaria delle Ferrovie delle Stato che affianchi una eventuale cordata privata.(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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