Sicurezza
Recuperata la balenottera spiaggiata al Cotone
La carcassa tirata in banchina, sezionata e trasferita al centro ricerca di Padova Serviranno almeno 60 giorni per capire le cause della morte del mammifero
MARCIANA MARINA. Un cucciolo di circa 5 metri di lunghezza e pesante circa una tonnellata. Quando il suo corpo senza vita è stato trainato fino al porto e tirato in banchina con una gru, in tanti hanno provato una sensazione strana, a metà tra la curiosità e una profonda tristezza. È stata recuperata ieri mattina la carcassa della balenottera che si è arenata venerdì sugli scogli del Cotone, a Marciana Marina. Aveva ancora attaccati i resti del cordone ombelicale. Alle operazioni di recupero, delicate quanto complesse, hanno partecipato gli studiosi del “Mediterranean marine mammal tissue bank” dell’Università di Padova. Gli studiosi hanno condotto i primi rilievi sulla carcassa dell’animale, tirato a terra da una gru in piena area portuale. Prima l’animale è stato trainato via mare dalla zona del Cotone, dove si era arenato un giorno prima davanti a una piccola folla, composta in parte anche dai bambini delle scuole. Le operazioni di recupero sono state monitorate da una motovedetta della Capitaneria di porto: vi hanno preso parte il comandante del porto, la polizia municipale di Marciana Marina, assieme ai volontari dell’Elba Diving Center e al personale del Golfo di Marciana Marina e della Protezione civile. Uno staff molto numeroso che ha provveduto prima alla messa in sicurezza della carcassa dell’animale, quindi al suo sezionamento necessario per il trasporto dei resti del cetaceo fino al centro ricerca, dove saranno svolti esami approfonditi per chiarire le cause della morte del piccolo esemplare di balenottera comune (Balaenoptera physalus), specie molto diffusa nel nostro mare con migrazioni stagionali nel sud del Mediterraneo.
Serviranno dai 60 ai 90 giorni per conoscere l’esito degli esami: dai primi rilievi, tuttavia, si è avuta conferma della giovanissima età della balenottera, di fatto appena nata. L’esemplare non è morto per annegamento e, presumibilmente, presentava una diffusa infezione confermata dall’ingrossamento di tutti i linfonodi presenti nel corpo. È presto per capire se la causa del decesso sia legata a una causa virale o parassitaria, mentre i tecnici sembrano escludere fin da subito la connessione fra la morte della balena e la presenza delle navi militari nelle acque elbane.
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