Il Tirreno

Corsa alla segreteria Pd: Peria punta sull’integrazione di zona

di Nicola Stefanini
Corsa alla segreteria Pd: Peria punta sull’integrazione di zona

Nel suo programma molti slogan renziani e la possibilità di fare dialogare Piombino, la Val di Cornia e l’Elba

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PIOMBINO. “Capi-bastone e lotte di poltrone: non ne possiamo più”. È il titolo-slogan a tinte forti scelto da Roberto Peria, 49 anni, sindaco di Portoferraio, renziano, per il documento programmatico che accompagna la sua candidatura alla segreteria della federazione Pd. Mozione tratteggiata con uno sforzo di semplicità, immediatezza e concretezza, in stile renziano appunto. E del leader fiorentino si ritrovano disseminati nel documento di Peria molti spunti e cavalli di battaglia. A partire dalla necessità di ricostruire un Pd vincente a differenza di quello attuale, partito col quale «non riusciamo che a sbagliare gol a porta vuota».

E renziano è anche l’obiettivo di costruire una nuova classe dirigente centrata sul merito, sulle capacità e competenze, «e non premiare semplicemente chi si dimostra più fedele», dice Peria. «Con le “macchie di giaguaro” o le inestricabili regole dei nostri congressi – si legge – la narrazione si interrompe e la gente non capisce». Insomma, il Pd che vuole Peria è una grande forza riformista «che non abbia paura di vincere», che tagli i ponti con «logiche tribali» e con «le oligarchie che decidono il destino di tutti». Un partito che sappia parlare «ai delusi del centrodestra e a quelli del centrosinistra; ai cittadini che credono ancora alla politica e a quelli che non votano più».

Quindi: primarie, periodiche assemblee aperte, votazione di iscritti e simpatizzanti su più opzioni programmatiche. Anche, e soprattutto, a livello locale; per esempio per la formazione dei prossimi programmi elettorali dei sindaci.

L’agenda programmatica locale di Peria è volutamente tratteggiata, «un canovaccio di proposte» lasciato aperto al confronto con i cittadini. Un insieme di proposte tutte però sottese a un obiettivo che, indicato da un elbano come Peria, sembra aprire (o rivitalizzare) scenari altre volte ipotizzati, ma mai resi concreti: realizzare un sistema omogeneo - sociale, economico, infrastrutturale - fra Piombino, la Val di Cornia e l’Elba.

Questo nell’autonomia e nel rispetto delle realtà locali. Peria prende lezione dall’esito dei referendum per il Comune unico all’Elba e da quello per la fusione fra Suvereto e Campiglia: «i piccoli Comuni – dice – vogliono mantenere la loro autonomia e non vogliono scelte che appaiono imposte dall’alto e questa volontà va rispettata». Ma un dialogo comune fra i vari territori è indispensabile, così, accanto a «un sistema efficiente di gestioni associate», Peria propone anche «la ricomposizione delle politiche attraverso progetti e programmi di settore». In primo luogo nel turismo, secondo il sindaco portoferraiese, lavorando per «un distretto di qualità dell’Elba e della costa». Un distretto che attraverso politiche comuni favorisca la riqualificazione delle strutture ricettive, che sostenga quelle nicchie di turismo che portano destagionalizzazione, che punti sulla qualità ambientale con l’uso diffuso di energie rinnovabili e bioarchitettura, rilancio dell’agricoltura e la creazione di un sistema della nautica a basso impatto ambientale. E su questo punto Peria va anche oltre, delineando la possibilità di realizzare un polo integrato della nautica, fra l’Elba e il Continente, un sistema sinergico e complementare che comprenda tutte le strutture portuali e cantieristiche già esistenti e in divenire.

Un capitolo del documento di Peria è dedicato poi alla crisi delle acciaierie piombinesi. Le possibili soluzioni che Peria sposa e sostiene sono quelle alle quali di fatto si sta già lavorando: utilizzare al meglio le chance offerte dal Decreto Piombino, puntare sull’innovazione produttiva del polo siderurgico, attuare le bonifiche recuperando territorio per nuovi insediamenti di piccole e medie industrie, accelerare sulle infrastrutture portuali e stradali. Perplessità, invece, sul polo di rottamazione delle grandi navi nel porto piombinese che, secondo Peria, «si porta dietro criticità non trascurabili»: la non chiara capacità di reggersi economicamente e il rischio di conflitto con «la nascente economia turistica di Piombino e quella, ormai consolidata, del golfo di Follonica e dell’Elba».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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