Il Tirreno

Biagi accelera sull’unione dei servizi

di Paolo Federighi
Biagi accelera sull’unione dei servizi

Subito gestione associata fra San Vincenzo, Castagneto e Sassetta, ma si pensa anche alla fusione: polemiche

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SAN VINCENZO. Il risultato del referendum sulla fusione tra Campiglia e Suvereto, come prevedibile, lascia strascichi pure a San Vincenzo. Quando si parla di sovracomunalità coi protagonisti della politica locale, pare che la fusione sia stata cancellata o almeno accantonata. C’è chi è contrario a prescindere, c’è chi chiede riflessione in tutto il territorio prima di pensare alle scelte da sottoporre ai cittadini. L’idea più gettonata è quella della gestione associata delle funzioni tra San Vincenzo, Castagneto e Sassetta.

Biagi. Il sindaco Michele Biagi opta per la gestione associata dei servizi con i Comuni di Castagneto e Sassetta: «Sono i territori più simili a San Vincenzo – dice – Non mio spaventa la fusione, ma per tale eventualità è necessario il massimo coinvolgimento dei cittadini e un percorso lungo e ragionato. Certamente tutto deve partire dai cittadini, senza decisioni che, venendo dall’alto, possano esser prese dalla popolazione come una forzatura. Importante il coordinamento tra Comuni. Per quanto riguarda le unioni di Comuni – prosegue Biagi – potrei essere d’accordo, e d’altronde il Governo sta attualmente ragionando in tal senso. Ad oggi il lavoro che dobbiamo portare avanti per San Vincenzo è quello delle gestioni associate di funzioni con Castagneto e Sassetta, con i cui sindaci mi sono già incontrato più volte. In futuro Si vedrà».

Camerini. La posizione dell’attuale vicesindaco e assessore alla cultura è nota. Fabio Camerini, come più volte ha dichiarato pubblicamente e a mezzo stampa, è contrario alle fusioni. «La fusione è un concetto sbagliato – spiega – È un discorso non di campanile, come dice qualcuno, ma di identità culturale. Sono a favore delle gestioni associate fra Comuni. Anzi: se Campiglia non potesse o non volesse associare le funzioni con Suvereto, valuterei la possibilità che il Comune di San Vincenzo possa gestire alcune funzioni in modo associato anche col Comune di Suvereto. Il concetto di fusione – prosegue Fabio Camerini – deriva per me dall’idea che l’economicità debba andare avanti a tutto, che i soldi siano il valore primario. Se mi è consentito, mi pare un retaggio di vent’anni di berlusconismo».

Cecchini. L’assessore ai lavori pubblici e all’ambiente, Elisa Cecchini, ha una posizione diversa da tutti. «A parer mio – dice Cecchini – il territorio non è ancora preparato per affrontare la tematica della sovracomunalità. Ragioniamo, prima di qualsiasi cosa, sulle affinità e similitudini fra i vari territori, approfondiamo, discutiamo, senza che niente venga calato dall’alto. Le comunità sentono distanti, in questo momenti, questi percorsi. Fermiamoci un attimo e ragioniamo a fondo. Dopo la riflessione, saranno le comunità, che hanno desiderato e conquistato le proprie autonomie comunali, a decidere sul futuro».

Bertini. Per il capogruppo del Forum, l’ipotesi migliore è quella dell’Unione dei Comuni della Val di Cornia più Castagneto: «Unione dei Comuni – interviene Bertini – significa unione dei servizi. In pratica, ogni Comune manterrebbe la propria autonomia e le proprie istituzioni, ma vi sarebbe un solo dirigente per servizio a livello comprensoriale che dovrebbe rispondere a tutti i sindaci dell’Unione, con grosso risparmio economico. Faccio notare che l’Unione dei Comuni è nell’attuale programma di mandato della maggioranza, ma che nei consigli ci hanno bocciato tutti gli ordini del giorno che richiedevano il rispetto del loro programma. La sovracomunalità – prosegue – è minacciata, in questo momento, dalle azioni e dalle dichiarazioni dei sindaci, che sembrano far di tutto per disgregare il territorio ancor di più di quello che già è».

Gli altri. L’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini, già nei mesi scorsi, prese le distanze dall’idea del Comune Unico della Val di Cornia, virando verso gestioni associate dei servizi. Discorso simile per Riccardo Giommetti, consigliere comunale Pd, che si è sempre opposto ad altre forme di sovracomunalità che non siano le gestioni associate delle funzioni, che anche per lui dovrebbero riguardare, nel caso di San Vincenzo, i Comuni di Castagneto e Sassetta. Enzo Chioini, del direttivo locale del Pd, sente la necessità di una forma di sovracomunalità da decidere insieme ai cittadini. L’Osservatorio per l’autonomia di San Vincenzo (il cui portavoce è Guido Cionini) si è sempre opposto radicalmente alla fusione, appoggiando l’idea delle gestioni associate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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