Il Tirreno

Nuovo molo e magazzini: tutto fermo

di Cecilia Cecchi
Nuovo molo e magazzini: tutto fermo

Allarme dei pescatori, dall’Autorità portuale garanzia che i lavori partiranno il 21 ottobre: «La gestione? Un solo soggetto»

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PIOMBINO. Pescatori stufi di aspettare il promesso molo a difesa della darsena dalle “onde anomale” e, quando il meteo fa i primi capricci, sono preoccupati per la tenuta all’attracco dei pescherecci. Dunque visite in Capitaneria e in Autorità portuale, più raccolta di firme di sollecito.Questo mentre il cantiere di Cmc-Sales – progetto da 30 milioni – per consentire i dragaggi e il riempimento per realizzare le banchine previste dalla Variante II va avanti; si prevede la conclusione dei lavori, secondo crono programma, la prossima primavera. «Da considerare – interviene subito il geometra Antonio Saviozzi, coadiuvato dal dirigente dell'area tecnica dell'Autorità portuale, l'ingegner Sandra Muccetti – che però, proprio la palancolatura posizionata in mare per consentire la definizione delle banchine, prima causa della e risacca in porto è stata tolta: ormai non serviva più».

Però i pescatori sono in ansia anche perché non è stata ancora definita neppure la gestione delle attrezzature pronte all’uso, in banchina, già da prima dell’estate.

Nuovo molo.. «Negli ultimi mesi – spiega Sandra Muccetti – per non interferire con zaccarene e pesce azzurro era stato richiesto dalla Capitaneria di non dare inizio ai lavori. Tra l’altro l’autorizzazione per la demolizione del pontile Barani, necessaria per dare il via alla realizzazione del nuovo molo, è arrivata solo in questi giorni. Adesso l'Autorità portuale – ricorda Muccetti – provvederà a costruire un pennello alla radice del pontile Magona. E col via libera di Capitaneria e Provincia – assicura Muccetti – i lavori partiranno il 21 ottobre».

«Si procederà – riprende Saviozzi – con la struttura metallica di supporto e parte superiore in grigliato. In contemporanea si valuterà lo stato dei fondali per poi procedere al completamento in calcestruzzo». Da sottolineare che la banchina potrà servire pure per lo scarico del pescato. Spesa di 400mila euro coperta con fondi ministeriali legati al piano regolatore portuale o dal fondo di riserva dell'Ap.

Lotta allo strascico. Al via, dunque, pure la demolizione del pontile Barani e al centro dell’attenzione torna anche l'operazione contro la pesca a strascico. «Sarà riutilizzato – conferma Muccetti – cemento armato che deriverà da Barani, insieme al vicino, fatiscente ex Lucchini anche se dovranno essere eseguiti test per la valutazione di inquinanti. Saranno gli stessi pescatori a fornirci una mappa su dove sarebbe meglio posizionare questi “nuovi dissuasori” nel golfo».

Da ricordare che un intervento di questo tipo ha già dato ottimi risultati all'Elba dopo la demolizione di un pontile a Cavo tra il 2009 e il 2010: oltre a salvaguardare i fondali da atti distruttivi ha contribuito a ricreare ambienti ricchi di flora e di fauna marina.

Pesca, servizi e sicurezza. Resta ancora da definire la gestione, in banchina pescherecci, delle attrezzature pronte già da prima dell’estate. Intanto l’Autorità portuale ha dovuto pure ricomprare una delle “colonnine” di servizio agli ormeggi, che non si sa perchè era stata divelta. L’intervento, duranto più a lungo del previsto, da fine gennaio 2012 e che ha pure creato qualche impaccio agli stessi pescatori visti i tanti ritardi ( legati soprattutto alle diverse ditte impegnate). Però oggi, finanziati da Provincia e Autorità portuale per un totale di circa 400mila euro, sarebbero a disposizione magazzini di legno con impianto fotovoltaico, celle frigo, antincendio, nuovo sistema di ormeggio e quant’altro; dunque più servizi e maggiore sicurezza ovviamente collegati al rilancio del settore pesca, tra i più importanti nell'economia del territorio. «Ma non si riesce a trovare un accordo – specifica Sandra Muccetti – Tutto perché, ad occuparsid della gestione, dovrà essere un solo soggetto e restano grandi difficoltà nell’individuarlo. Nei prossimi giorni ci sarà il sopralluogo dei tecnici della Provincia poi, entro l’anno, il disciplinare per la concessione in uso dell'area».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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