Sicurezza
La madre soffia, il piccolo muore
Cucciolo di balena spiaggiato a Marciana Marina. Ancora da stabilire specie e causa del decesso
MARCIANA MARINA. Qualche pescatore sostiene di aver sentito la madre soffiare nella notte. Un “grido” di allarme udito al largo di Marciana Marina. Ma nessuno ha visto la balena che lo stava emettendo. Poi, all’alba di ieri, i più mattinieri hanno notato un grosso animale spiaggiato tra gli scogli del Cotone. Era un cucciolo di balena. Forse proprio quello che la madre, soffiando, aveva accompagnato a morire lì prima di riprendere il largo.
Il cetaceo che galleggiava nella piccola baia chiusa dagli scogli e dalle case a picco sul mare era lungo circa cinque metri. Forse un cucciolo di balenottera comune (Balaenoptera physalus), anche se la struttura e la conformazione del cranio secondo alcuni potrebbero anche far pensare a un esemplare della più rara balenottera minore o rostrata (Balaenoptera acutorostrata), molto più piccola e rara.
Sul luogo si è assiepata una piccola folla e sono arrivati anche i bambini delle scuole con i loro insegnanti per vedere questo eccezionale spiaggiamento che potrebbe essere una storia di selezione naturale: il cetaceo non sembrava presentare ferite, anche se è evidentemente molto smagrito, cosa strana per animali ricoperti da uno spesso strato di grasso.
In questi giorni tra l’altro i pescatori elbani hanno avvistato altre balene che come sempre, dopo essersi cibate per tutta l'estate nel Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, stanno ritornando verso le coste africane per passarci l'inverno.
Un’altra ipotesi però, sostenuta da Alessandro Giannì (direttore delle campagne di Greenpeace, vedi box), fa riferimento alla presenza di una nave della Nato che sta facendo test proprio nell'area di mare dove sembra essere deceduto il cetaceo.
Dai primi esami effettuati sarebbe 'una femmina, forse ata da poco, come attesterebbe la presenza dei resti del cordone ombelicale. La nascita (forse prematura) della piccola balenottera sarebbe anche la causa del suo aspetto molto smagrito.
Intanto ieri per tutto il giorno gli uomini della capitaneria di porto, del corpo forestale e del Diving marinese si sono occupati di prelevare il cetaceo mentre gli specialisti dovranno determinare specie e cause della morte. Il corpo del cetaceo è stato ancorato sul fondo. Stamani verrà issato dal Molo del Pesce, dove gli studiosi dell'Università di Padova analizzeranno la carcassa.
«Un animale magnifico - dice amareggiato Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana - ed è comunque una gravissima perdita per il nostro mare e per il Santuario dei cetacei. Noi le balene preferiamo vederle vive, dare spettacolo con la loro potenza amorevole davanti alle coste delle nostre isole, la morte di questo cucciolo, destinato a diventare uno degli animali più grandi e longevi del mondo, è un brutto segnale per la biodiversità del Santuario dei cetacei, una perdita di bellezza che ci rende tutti più poveri».
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