Il Tirreno

Il Comune nella morsa dei ricorsi

di Paolo Federighi

Si allunga ancora l’elenco dei contenziosi in cui è coinvolto l’ente. La mappa dei casi che si trascinano da anni

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SAN VINCENZO. Col ricorso al Tar della “Pellegrini Alfredo srl” di Bibbona, si allunga la lista delle beghe giudiziarie in cui è coivolto il Comune di San Vincenzo. Oltre al ricorso appena menzionato - relativo al terreno di circa 13 ettari a San Carlo - spiccano quelli, ormai annosi, relativi al Paradisino, allo stabilimento Bayahibe di via del Tirreno, al cosiddetto “ecomostro” dell’hotel I Lecci (una palazzina nel bosco di via della Principessa di pertinenza del Park Hotel I Lecci) e il Silos di Nervi, oggetto di contenzioso tra la società Solvay e il Comune ormai da molti anni.

Bayahibe. Lo stabilimento balneare è considerato da molti, ormai da un lustro, il vero, o il maggiore “ecomostro” presente sul territorio comunale. La struttura, che campeggia in parte sulla spiaggia vicina al fosso delle Prigioni, in una zona in degrado, è stata bloccata dal Tar per irregolarità nel progetto. La sentenza definitiva sarà emessa fra un paio di mesi. Nel dicembre 2012, il Comune decise di far riprendere i lavori, dopo il vano tentativo di accordo tra proprietà (società Acquachiara, vincitrice di un bando nel 2002) e i ricorrenti, che ne volevano la parziale demolizione e il rifacimento in legno. Al momento, tutto è in stand by.

Ecomostro dei Lecci. Attende ancora di essere demolita - sotto sequestro penale dall’estate 2011 - la palazzina nel bosco sulla Principessa di pertinenza de “I Lecci”. L’inchiesta della Procura prosegue, sebbene non trapelino novità. Il sequestro penale parla di presunto abuso edilizio e danno ambientale.

Paradisino. L’amministrazione ha deciso nel 2012 di annullare le previsioni, approvate qualche anno fa, per costruire nel parco sanvincenzino 31 appartamenti da 50 mq l’uno. La proprietà (il venturinese Enio Forconi) dopo aver già investito varie centinaia di migliaia di euro, si è opposta legalmente all’ente. Ad oggi, nessuno si sbottona, e pare che i rispettivi legali stiano cercando una soluzione. Il Comune ha deciso che nel parco non si costruiranno case quanto piuttosto 400 mq di servizi. La decisione sarebbe maturata a seguito delle volontà espresse dai cittadini durante il percorso partecipativo al piano strutturale.

Silos di Nervi. Il silos, progettato in parte dal grande Pierluigi Nervi, importante testimonianza d’archeologia industriale, è oggetto da anni di contenzioso fra Solvay (che ne detiene la proprietà) e Comune (sul cui territorio è collocato). Per il silos, all’ingresso del paese, sull’Aurelia, molti cittadini vorrebbero una conservazione con recupero e utilizzo per eventi socioculturali e artistici. Il privato vorrebbe abbatterlo, mentre il Comune avrebbe deciso, appunto, di recuperarne almeno la parte più antica per fini socioculturali o parcheggi con aree a verde.

Le Fontacce. Quella del terreno di 13 ettari a S.Carlo, in località Le Fontacce, è l’ultima bega giudiziaria per il Comune in ordine cronologico. La notizia del ricorso della proprietà del terreno (la “Pellegrini Alfredo srl” di Bibbona, che lo ha comprato per circa un milione di euro dalla Solvay nel 2006) è di pochi giorni fa. La società ritiene di avere il diritto di realizzare la previsione di un campeggio e 1.000 mq di case già presente nel piano strutturale e nel regolamento urbanistico, e di averne richiesto più volte al Comune la firma della convenzione, senza ottenere risposta. Intanto, la scheda del piano attuativo è decaduta, e l’amministrazione ha deciso di non fare nulla su quel terreno. La società, però, è convinta di aver diritto di realizzare il piano, ed ha fatto ricorso al Tar richiedendo all'ente un risarcimento danni intorno al milione di euro. Il Comune ha deciso di resistere in giudizio perché convinto di essere nel giusto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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