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Foto e flash mob per dire no al femminicidio

Foto e flash mob per dire no al femminicidio

PIOMBINO. Progetto zero violenza sulle donne: ancora un’occasione di riflessione proposta da ExAequo, libera organizzazione di persone. Il pomeriggio di oggi - inizio alle 17,30 in piazza Cappelletti...

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PIOMBINO. Progetto zero violenza sulle donne: ancora un’occasione di riflessione proposta da ExAequo, libera organizzazione di persone.

Il pomeriggio di oggi - inizio alle 17,30 in piazza Cappelletti - sarà scandito da performance improvvisate, dalla distribuzione di volantini e dalla presentazione del risultato del progetto fotografico che l’associazione ha affidato a Domenico Finno e Marcello Berti.

Il pittore Giampaolo Talani, il gruppo Etruria Rugby, i calciatori del Piombino, Iacopo e Tommaso Rocchiccioli, i musicisti di Settima Onda, gli iscritti alla Palestra Pugilistica e alla Palestra Sakura, i ragazzi del Centro coreografico Soul of Dance, i centauri di Germi Tuscany Motor Club, Carlino dj, Walid El Gaddari si sono fatti fotografare da Finno e Berti, mostrando scritte contro la violenza, in gran parte attinenti alle caratteristiche dell’attività svolta. Ci hanno messo la faccia, insomma. I risultati si vedranno questo pomeriggio, insieme ad una sorta di flash mob che richiama alla piaga del femminicidio.

Nel materiale che verrà distribuito, l’associazione sottolinea che sono già oltre 80 le donne uccise nel nostro Paese dall’inizio dell’anno. Quasi sempre per mano del compagno o dell’ex convivente. Rileva anche che la denuncia per stalking non ottiene sempre la giusta considerazione, mentre rasentano percentuali altissime gli episodi di molestia e di violenza ai danni delle donne nell’età tra i 16 e i 70 anni. «Tutto - si dice - senza distinzioni geografiche o di ceto sociale. Abbiamo di fronte un drammatico filo rosso che attraversa la società intera, alimentato da un deficit di cultura e di civiltà che va ricomposto».

Nell’attività di Ex Aequo, le performance all’esterno sono ricorrenti. Particolarmente apprezzato è stato «Questo non è un film», (nella foto) quando in piazza Cappelletti furono sistemate decine e decine di paia di scarpe, a simboleggiare le donne ucise, e le allieve di Soul of dance si impegnarono in una coreografia decisamente efficace. Accompagnata da lenzuola stese con scritti i nomi e le storie delle vittime di femminicidio.

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