Trasporti
Querelle sui terreni non più edificabili: decide il Tar
Società chiede al Comune 950mila euro più interessi e i rimborsi di Ici e Imu. Bandini ribatte: «Siamo nel giusto»
SAN VINCENZO. Un’altra bega giudiziaria per il Comune di San Vincenzo si aggiunge alla lista, piuttosto corposa, di quelle degli ultimi anni e alcune ancora in corso.
La società “Pellegrini Alfredo srl” di Bibbona, proprietaria dal 2007 di un terreno di circa 13 ettari nella zona delle Fontacce, a San Carlo, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune, reo, secondo il privato, di aver disatteso gli accordi di edificazione, su quel terreno, di un campeggio più mille metri quadrati di case. Come risarcimento, la proprietà chiede all’ente 950mila euro (più o meno il prezzo di acquisto) più gli interessi maturati in sei anni e i rimborsi di Ici e Imu.
La vicenda. Nel 2007, la “Pellegrini Alfredo” acquista l’area dalla società Solvay, in attesa dell’attuazione, da parte del Comune, della variante del 2006 prevista in un’apposita scheda normativa, che stabiliva la costruzione, oltre al campeggio, di 1.000 mq di abitazioni. La società sostiene che il piano attuativo d’iniziativa pubblica approvato nel 2002 permetteva la costruzione di un campeggio con 200 piazzole e 1.000 mq di Rta con servizi. Una variante, questa, che avrebbe dovuto realizzare il Comune. Ma la variante non arriva, nonostante una formale richiesta del 2010 da parte della proprietà, che chiedeva pure di stipulare la convenzione. Poi, nell’aprile 2012, il Comune comunica alla società che le previsioni edificatorie sono decadute non avendo la proprietà stipulato la convenzione.
Il paradosso. Secondo la “Pellegrini srl”, è paradossale che l’area sia stata dichiarata dal Comune inedificabile, mentre l’Ici è stata pagata per un terreno edificabile. Da quanto aveva spiegato nei mesi scorsi il proprietario, oltre al milione di euro circa investiti nel terreno di 13 ettari (di cui 5,5 ettari edificabili), la “Pellegrini” avrebbe sostenuto ulteriori spese dal 2007 ad oggi, di Ici e di Imu proprio sul terreno edificabile.
Il contenzioso. In un consiglio comunale di qualche mese fa, l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini dichiarò che la scheda era decaduta e che l’amministrazione aveva deciso di non realizzare il campeggio. «Essendo un piano attuativo d’iniziativa pubblica – disse l’assessore – è il pubblico che decide. La proprietà ha chiesto la trasformazione da piano d’iniziativa pubblica a piano d’iniziativa privata, poi è scaduto il termine per la presentazione del piano d’iniziativa pubblica. L’edificabilità non è un diritto. C’era una previsione urbanistica che non è stata attuata, punto. Chi compra un terreno agricolo, compra un terreno agricolo e basta. Non si comprano i diritti ad edificare – disse Bandini – Il diritto edificatorio è tale solo con una concessione. Ed è la politica che decide in base alle proprie volontà».
Il privato fece intendere due possibilità d’azione: o il frazionamento (con conseguente vendita dei lotti) del terreno, o una causa legale contro il Comune per danni, con richiesta di risarcimento. Oltre a ciò, la società si interrogò su diversi aspetti: perché, quando la scheda del piano era valida, e c’erano delle richieste precise al Comune, non c’è stata risposta? Se l’idea era di non far fare niente, perché quando è stato comprato il terreno, il regolamento urbanistico diceva che si potevano costruire abitazioni?
Il Comune. L’assessore all’urbanistica Bandini conferma che l’amministrazione è a conoscenza del ricorso al Tar presentato dalla “Pellegrini Alfredo srl”. «La società – dice l’assessore – ha presentato ricorso al Tar avverso il regolamento urbanistico approvato recentemente. La richiesta di risarcimento è di circa 950mila euro, ossia il prezzo d’acquisto del terreno stesso da parte del privato. L’amministrazione, è ovvio, resisterà al ricorso. Siamo nel giusto. La scheda è decaduta e la società ha comprato un terreno agricolo. Senza aver firmato la convenzione, non ci sono diritti edificatori di cui il privato possa avvalersi».
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