Sicurezza
Porto turistico, indagine chiusa per otto
Sindaco, assessore, architetto, imprenditori e avvocati accusati di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e corruzione
MARCIANA MARINA. C’erano gli avvocati che preparavano il bando per conto dell’amministrazione comunale, ma che in realtà - stando alle accuse - lavoravano nell’interesse di chi poi avrebbe vinto quell’appalto per gestire il porto di Marciana Marina. C’era l’architetto comunale che firmava quegli atti. C’era un’associazione temporanea di imprese che sapeva già di aver vinto prima ancora di partecipare alla gara. E c’erano altri sei concorrenti che non sapevano di avere già perso in partenza. Sempre secondo le accuse c’era un assessore che sapeva tutto quel che stava accadendo. E c’era un sindaco, a maggior ragione pure lui perfettamente al corrente che quella gara sarebbe stata solo una formalità. In altre parole, che si stava preparando una gara truccata. Lo sapeva il sindaco e lo sapeva suo fratello, in qualità quest’ultimo di imprenditore legato a una delle società che avrebbero formato la Ati consorzio Marina di Marciana, l’associazione temporanea di imprese in questione: l’aggiudicataria.
La guardia di finanza è sicura che l’operazione porto di Marciana Marina fu tutto un bluff, un trucco per favorire amici e amici di amici. E un pezzo dopo l’altro ha inviato un corposo rapporto in Procura. Dove ora è conclusa la prima parte di quel lavoro: il viceprocuratore Luca Masini e il sostituto Gianfranco Petralia hanno chiuso le indagini dopo un anno e mezzo di accertamenti, acquisizioni e consulenze, notificando il 415 bis a otto persone.
Gli indagati. Sono il sindaco Andrea Ciumei e il fratello Stefano Ciumei, Guido Citti (all’epoca consigliere delegato con delega al porto e alle attività produttive), l’architetto Bruno Grasso (responsabile dell’area tecnica del Comune), gli avvocati Luciano Gallo e Cristiano Pasquale, con studi all’Elba e a Roma; e infine Giulio Schenone e Gianfranco Linari, gli imprenditori genovesi della Portofino servizi turistici srl, la società che nel 2010 aveva vinto la gara legandosi (nella forma dell’Ati) con Circolo della vela Marciana Marina e Società gestione eventi. Stefano Ciumei era vicepresidente del Circolo della vela. I due avvocati a loro volta erano soci di uno studio legale che curava gli interessi di Schenone.
I reati. I reati ipotizzati dalla Procura vanno dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta, passando per la corruzione in atti d’ufficio.
All’inchiesta hanno lavorato le fiamme gialle di Portoferraio guidate dal tenente Ottaviano Pinto, ma tutto il comando provinciale, agli ordini del colonnello Fabio Massimo Mendella, ha fornito appoggio, mezzi e logistica.
Gli esposti. Un’inchiesta nata dopo alcuni esposti partiti sia dai banchi della minoranza consiliare di Marciana Marina, sia da parte di una società (la Elba yacht assistance noleggio e servizi di Gentili & C. snc) che aveva perso la gara del 2010 con la costituenda società "Torre Medicea". In quest’ultimo ricorso si lamentavano violazioni dei principi di pubblicità, concorrenza, trasparenza e par condicio. Rilievi che furono accolti in pieno dall’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici.
L’Authority. Circa un anno fa, quando l’indagine della Procura era già ben avviata, l’organo di controllo stabilì infatti che «Il Comune di Marciana Marina nell'affidamento dei servizi dell'area portuale ha operato in contrasto con le norme e in modo non conforme ai principi di trasparenza, pubblicità, libera concorrenza e parità di trattamento».
L'Autorità aggiunse che la Portofino srl, gestendo servizi analoghi proprio per il Comune di Portofino, non possedeva i requisiti per poter partecipare alla gara di Marciana Marina.
Sequestri e accertamenti. Nel frattempo i finanzieri si erano già mossi. A maggio, sempre dello scorso anno, avevano sequestrato parecchia documentazione dopo un primo sopralluogo negli uffici comunali e nelle abitazioni di alcuni indagati. A fine luglio erano tornati per un secondo blitz in Comune, blitz cominciato all’alba e concluso in serata dopo dieci ore di acquisizioni e sequestri di ulteriore materiale, sia cartaceo che informatico.
Indagini chiuse. Ora tutto quel materiale è contenuto nel fascicolo chiuso dai pm, che si preparano a formulare le richieste di rinvio a giudizio. A quanto pare, per tutti gli otto indagati.
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