Il Tirreno

Fabiani (Pd): «Ora interroghiamoci sulle prospettive»

Fabiani (Pd): «Ora interroghiamoci sulle prospettive»

Rifondazione comunista chiede le dimissioni dei sindaci Comune dei cittadini parla di distanza abissale dalla gente

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PIOMBINO. Valerio Fabiani, alla guida della federazione Pd, parla di risultato netto. «Ora - afferma - c’è una grande domanda: che si fa e, soprattutto, cosa si fa a Suvereto?»

Molto, nel suo commento, ruota intorno alle risorse e all’innovazione istituzionale. «Due elementi resi più complicati da un voto che, in base alla legge, produrrà adesso per Suvereto l’obbligo di associare tutte le funzioni con quelle di Campiglia. E questa sì che è una perdita di sovranità», sottolinea Fabiani che non vuol sentir parlare di sconfitta del suo partito. «Non eravamo gli unici ad aver sostenuto il sì. In tutti i consigli comunali l’intero centro-sinistra si è schierato. Grande rispetto per l’esito del referendum che, però, mi pare un’occasione persa. Ora - aggiunge - dobbiamo interrogarci su come garantire il futuro alla comunità suveretana in termini di servizi e investimenti».

Rifondazione chiede le dimissioni dei sindaci Pioli e Soffritti, definendoli delegittimati dal voto. «Per mesi - sostiene- la propaganda violenta ha alimentato menzogne,insulti,divisioni e discordie. Un'operazione sbagliata nel merito e nel metodo ha immobilizzato tutto il dibattito politico, in una fase di crisi gravissima nel nostro territorio. Ci auguriamo che il Pd sia attraversato da una profonda riflessione e che operi, per la prossima legislatura una discontinuità nei programmi e nelle pratiche politiche e nelle candidature, che consenta l'apertura di un dibattito tutto incentrato sul contrasto alla crisi».

Per Comune deicittadini, la fusione era improvvisata e priva di motivazioni convincenti. «Resta -dice - il dato politico: la clamorosa sconfitta della fusione a Suvereto e l'enorme astensionismo a Campiglia. Sono risultati che dimostrano una distanza abissale tra amministrati e amministratori. In un paese normale, dove chi governa risponde davvero del proprio operato ai cittadini, si ammetterebbe l'errore e se ne trarrebbero subito le dovute conseguenze con le dimissioni. Ma è molto probabile - chiude la lista civica - che chi ha assunto una decisione così rilevante, resti al proprio posto e si candidi ad amministrare anche in futuro».

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