Il Tirreno

Arriva il finanziamento per le dune di Lacona

Arriva il finanziamento per le dune di Lacona

Il ministero ha accreditato l’atteso milione e 600mila euro, ora il Parco dell’Arcipelago può procedere all’acquisto

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LACONA. Il ministero ha accreditato il finanziamento, pari a 1,6 milioni di euro, che servirà al Parco nazionale dell’Arcipelago toscano per acquistare le dune di Lacona.

O, più precisamente, i terreni e le strutture di proprietà della società Montinvest (bar, bazar, ristorante, edicola e discoteca costruite attorno alla zona delle dune) che, in seguito a un fallimento, erano finiti all’asta la scorsa estate, al prezzo di un milione e 155mila euro.

Un’asta, fissata per il 29 luglio scorso, che avrebbe mandato a gambe all’aria la lunga e delicata trattativa, con il Parco nazionale dell’Arcipelago e il Comune di Capoliveri coinvolti, per l’acquisizione delle dune e delle strutture che insistono su quell’area.

Proprio per impedire una nuova privatizzazione delle dune il Tribunale di Livorno ha deciso di rinviare l’asta di quattro mesi, garantendo quindi un buon margine di tempo affinché il Parco potesse completare la transazione.

Per farlo, però, era davvero necessario che arrivassero i soldi dal Ministero.

«Quei fondi sono stati accreditati – dichiara il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri – si tratta di un passo fondamentale per completare la transazione».

Il più è fatto, ora resta da fluidificare la procedura, resa particolarmente complicata dall’attuale situazione societaria della proprietà (i soldi del Parco nazionale andranno ai creditori).

Ma le difficoltà procedurali non mettono comunque a repentaglio l’acquisto del bene.

Del resto un ritorno delle dune in mano ai privati è un rischio che gli elbani non vogliono correre.

Già nel 2009 la salvezza delle dune di Lacona fu riconosciuta come una priorità dai cittadini che si organizzarono in un comitato (Amici delle Dune).

E proprio nelle vesti di Amici delle Dune e provarono ad acquistarle con una iniziativa di azionariato popolare, che venne fermata - soltanto - da ostacoli burocratici.

L'accordo trovato tra Parco, nazionale dell’Arcipelago Toscano, privati e Comune di Capoliveri fu vissuto come un atto liberatorio per chi, per anni, aveva combattuto per la tutela dell'ultimo esemplare di duna naturale dell'Arcipelago, sopravvissuto alla cementificazione crescente, alla pressione antropica e al fenomeno dell'erosione delle coste.

«Non vediamo l’ora di completare l’acquisto – commenta il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano Sammuri – e di iniziare finalmente a pensare a un progetto per quell’area che è splendida – sottolinea ancora Giampiero Sammuri – ma necessita di una riqualificazione».

I manufatti in questione saranno riqualificati dal Parco nazionale che intende poi realizzare- proprio in prossimità delle dune di Lacona - un presidio di tutela ed educazione ambientale.

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