Gioco
Raccolta di firme e riconsegna di tessere elettorali
PORTOFERRAIO. Settimana determinante per il destino della sede distaccata del tribunale di Portoferraio, chiusa dal 13 settembre. Gli avvocati dell’associazione forense dell’Isola d’Elba e i sindaci,...
PORTOFERRAIO. Settimana determinante per il destino della sede distaccata del tribunale di Portoferraio, chiusa dal 13 settembre. Gli avvocati dell’associazione forense dell’Isola d’Elba e i sindaci, infatti, su spinta della deputata Pd Silvia Velo, dovrebbero incontrare il sottosegretario alla giustizia Giuseppe Berretta.
Un vertice decisivo, in cui i rappresentanti elbani avranno una delle ultime possibilità per rappresentare i disagi dovuti alla cancellazione della sede distaccata, emersi con forza in questi primi giorni. Disagi che hanno riguardato prima di tutto gli avvocati ma anche i cittadini, alle prese con le trasferte a Livorno per le udienze e per gli aumenti, sia di tempo che dei costi, delle tariffe anche per le procedure più semplici. È di circa due settimane fa la spedizione romana dei primi cittadini che hanno incontrato nella sede della Regione Toscana a Roma dirigenti del ministero retto dalla Cancellieri (al momento non ha dato una disponibilità per un incontro) chiedendo per l’Elba una moratoria di un anno rispetto all’applicazione della legge per la riorganizzazione della geografia giudiziaria.
Risposte non se ne sono avute, né spiragli per una riapertura degli uffici in via Guerrazzi. Ma la protesta messa in piedi dagli avvocati dell’associazione forense va avanti. Oggi riparte a Marina di Campo la raccolta delle firme e la riconsegna delle tessere elettorali, rallentata dal maltempo dello scorso weekendfine (nella piazza del Comune). Consegnate per protesta 250 tessere elettorali, mentre le firme sono già 2.500. «Siamo convinti a dispetto dei risultati dei sondaggi, della riapertura della sezione distaccata del nostro tribunale – dice Paolo Di Tursi presidente associazione forense – L'Elba ha le ragioni e la forza per ottenere quello che le spetta di diritto, combattendo una battaglia democratica».
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