Il Tirreno

Siderurgia, in campo per il futuro

di Giorgio Pasquinucci
Siderurgia, in campo per il futuro

Vertice al ministero sull’attuazione del Decreto sviluppo: Corex e forno elettrico al centro delle strategie possibili

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L’eco della grande manifestazione di giovedì non si è ancora spento e quel futuro evocato per la siderurgia e per l’economia del comprensorio, la speranza di quelle oltre diecimila persone che hanno affollato piazza Bovio, è diventato subito materia di discussione di fronte a tre ministeri, quelli dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture trasporti.

A Roma si è svolta infatti la prima riunione per dare corpo e gambe all’articolo 27 del decreto Sviluppo, con il quale Piombino è stata riconosciuta area di crisi complessa. Un incontro positivo, secondo il sindaco Gianni Anselmi, che è servito a delineare possibili linea di intervento su più fronti.

Al tavolo, coordinato dal sottosegretario del Mise Claudio De Vincenti, c’erano anche il commissario della Lucchini Piero Nardi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il dirigente della Regione Toscana Aldino Caporale ed il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri.

La possibilità di realizzare a Piombino il primo impianto in Europa per la produzione di acciaio con la tecnologia Corex, a cui affiancare un forno elettrico, sembra uscire dall’utopia per diventare una concreta strategia di lavoro. «Abbiamo fatto una ricognizione – spiega il sindaco – sui possibili finanziamenti previsti dal piano Tajani e dellaBanca europea degli investimenti per realizzare impianti innovativi». Una strada che anche il commissario Nardi sembra convinto che sia da percorrere, tanto che l’azienda ha in corso approfondimenti che vanno nella direzione di realizzare un pianto produttivo e non solo sperimentale.

Anselmi ha anche chiesto la compartecipazione dello Stato per la realizzazione di un forno elettrico. Tutte da approfondire le forme con cui renderla possibile, ma anche su questo spiragli sembrano esserci, a cominciare da una partecipazione temporanea attraverso Invitalia, l’azienda che ha sostituito Sviluppo Italia, individuata come strumento di intervento dal decreto.

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